Arte e Cibo

Il connubio tra arte figurativa ed arte culinaria ha radici storiche nel mondo dell’Arte. Il cibo è stato raffigurato da grandi artisti, inizialmente nelle scene sacre – pensiamo ai grandi dipinti sacri che rappresentano le nozze di Cana o l’Ultima Cena – per poi diventare un elemento protagonista con le nature morte. Oggi vi proponiamo cinque dipinti dove il cibo è protagonista non come elemento ma come azione: il soggetto che cerchiamo è l’atto del “mangiare”!

Vincenzo Campi, Mangiatori di ricotta

Vincenzo Campi, Mangiatori di ricotta, olio su tela, 72 x 89 cm. Collezione privata

Mangiatori di ricotta porta la firma di Vincenzo Campi, pittore cremonese del secondo Cinquecento, specializzato sia in scene religiose (pale d’altare) sia di genere. In quest’ultime troviamo esaltato un lato spesso buffonesco fatto di volti al limite del grottesco o caricature di figure che s’ispirano alla coeva pittura fiamminga. Ed ecco come nei mangiatori di ricotta, l’artista Campi ritrae una scena popolare con questa connotazione sicuramente grottesca: il volto del contadino con il cappello rosso che ingurgita famelicamente la ricotta, e le due figure di destra che osservano lo spettatore non con un sorriso ma con un ghigno. Questi dipinti di genere erano molto richiesti da ricchi committenti nel ‘600.

 Annibale Carracci, Mangiafagioli

Annibale Carracci, Mangiafagioli
57×68 cm – olio su tela
1584 c.
Galleria Colonna, Roma

Il Mangiafagioli è un dipinto di Annibale Carracci realizzato tra il 1584 e il 1585 e custodito nella galleria di Palazzo Colonna a Roma. Insieme alle note “Macellerie” del pittore bolognese, siamo di fronte ad una scena di genere: una scena di vita quotidiana. Il Mangiafagioli mostra affinità stilistiche con opere di altri maestri quali Vincenzo Campi ma senza quella connotazione esasperatamente grottesca che abbiamo visto nei Mangiatori di ricotta. Nel dipinto Mangiafagioli osserviamo l’influenza di alcune opere del Passarotti, probabile maestro di Annibale Carracci. Ad esempio il piccolo orcio di vino lo ritroviamo  nell’Allegra compagnia del PassarottiMa il rozzo contadino che qui mangia i suoi fagioli è più realistico e meno caricaturale – verso una rappresentazione più vera.

Le Nozze di Cana, il Veronese

cibo e arte
Le Nozze di Cana è un dipinto di Paolo Caliari detto il Veronese del 1563, olio su tela, 666×990 cm © Louvre di Parigi.

Le Nozze di Cana è uno straordinario dipinto monumentale di Paolo Caliari detto il Veronese del 1563, custodito al Louvre di Parigi. Ci troviamo di fronte alla rappresentazione delle Nozze di Cana – nel dettaglio è rappresentata la scena della tramutazione dell’acqua in vino – episodio contenuto nel Vangelo secondo Giovanni. Una scena ricchissima di particolari e dettagli – un capolavoro della Storia dell’Arte. L’opera fu commissionata a Veronese il 6 giugno 1562: la richiesta specifica era quella di decorare la parete di fondo del refettorio benedettino del complesso architettonico progettato da Andrea Palladio sull’Isola di San Giorgio Maggiore. L’11 settembre 1797 la tela fu smontata e spostata sotto richiesta di Napoleone al Louvre. Il dipinto per essere spostato è stato tagliato in pezzi e poi ricomposto a Parigi, dove ancora oggi si trova.

Leonardo Da Vinci, Ultima Cena

Cenacolo Vinciano
Leonardo da Vinci, L’ultima cena – Santa Maria delle Grazie, Milano

L’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci è indubbiamente una delle opere più famose al mondo. Realizzato tra il 1495 e il 1499, è un affresco (tempera e olio su intonaco) di grandi misure 460×880 cm ed è conservato a Milano, nel Refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie. Osserviamo Cristo al centro e gli apostoli disposti a gruppi di tre alla sua destra e alla sua sinistra. L’episodio rappresentato nel Cenacolo vinciano è quello dell’Ultima cena, descritto nel Vangelo di Giovanni (13:21): durante la cena Cristo istituì l’Eucarestia – Prima Lettera ai Corinzi (11,23-26) – e annuncerà il suo tradimento creando ovviamente confusione tra gli apostoli. In questo dipinto Leonardo da Vinci ha raffigurato proprio il momento in cui Gesù annuncia il suo tradimento.

Mangiatori di Patate, Vincent van Gogh

Arte e Cibo
I mangiatori di patate è un dipinto del pittore olandese Vincent van Gogh, realizzato nel 1885 e conservato al Museo Van Gogh di Amsterdam

I mangiatori di patate è una rappresentazione autentica, pura nella sua traduzione pittorica – del tema arte e cibo. Un dipinto che ci restituisce un’immagine sociale cruda, realistica ma al contempo esasperata da quel marcato espressivismo dei lineamenti dei commensali. É lo stesso Van Gogh che ci parla del dipinto, della sua autenticità in una lettera al fratello Theo. Prima di diventare pittore Vincent van Gogh aveva seguito le orme paterne dedicandosi a fare il pastore ed è da questa sua importante esperienza che nasce quel desiderio – tradotto su tela – di raffigurare con dignità artistica la vita quotidiana e il lavoro dei contadini.

«Un contadino è più vero coi suoi abiti di fustagno tra i campi, che quando va a Messa la domenica con una sorta di abito da società. Analogamente ritengo sia errato dare a un quadro di contadini una sorta di superficie liscia e convenzionale. Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo, vapori che si levano dalle patate bollenti – va bene, non è malsano; se una stalla sa di concime – va bene, è giusto che tale sia l’odore di stalla; se un campo sa di grano maturo, patate, guano o concime – va benone, soprattutto per gente di città»  lettera di Vincent van Gogh, indirizzata al fratello Théo

Questo dipinto è stato realizzato nel 1885 ed è oggi conservato al Museo Van Gogh di Amsterdam.