La tavola Doria raffigurante la “Battaglia di Anghiari” al Castello di Poppi di Arezzo

Dal 7 luglio al 7 ottobre 2018, la famosa “Tavola Doria” sarà in mostra al Castello di Poppi con un allestimento dedicato ricco di multimedialità e tecnologia. Tra storia, arte e ologrammi. Questa mostra è anche un’ ottima occasione per visitare il Castello dei Conti Guidi – gioiello dell’ architettura medievale ed incluso nel Club dei “Borghi più belli d’Italia”.

La Tavola Doria, all’ombra del capolavoro di Leonardo.

La Tavola Doria lascerà gli Uffizi per essere esposta ad Arezzo, proprio vicino a dove fu combattuta la battaglia di Anghiari.  Dopo lunghe analisi – e non poche discussioni –  l’opera in questione fu attribuita, dal professor Louis A. Waldman del Dipartimento di Arte e Storia dell’Università di Austin in Texas, al pittore Francesco Morandini, detto “Il Poppi”, nato a Poppi nel 1544 e morto  nel 1597 a Firenze. L’esposizione di quest’opera d’arte avviene nell’ambito della mostra “Nel segno di Leonardo. La tavola Doria dagli Uffizi al Castello di Poppi”, curata da Alberta Piroci Branciaroli. Questa tavola raffigura la parte centrale di un capolavoro della storia dell’arte dal valore inestimabile: la Battaglia di Anghiari dipinta dal geniale Leonardo Da Vinci.

Un allestimento tecnologico

L’esposizione è curata da Alberta Piroci Branciaroli ed è supportata da un allestimento tecnologico davvero molto interessante. Tecnologia e componenti multimediali infatti accompagnano il visitatore alla scoperta dei protagonisti di questa mostra: proiezioni in alta definizione di disegni leonardiani ed ologrammi dei personaggi che fanno da guida lungo il percorso. La mostra “Nel segno di Leonardo. La tavola Doria dagli Uffizi al Castello di Poppi” è un’occasiona per scoprire un’opera che per anni è stata all’estero poichè è stata illegalmente espoortata fuori dall’Italia e che solo nel 2012 è rientrata nel nostro paese. Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt ha commentato molto positivamente la realizzazione di questa mostra, sottolineando che occorre “parlare dell’importanza delle copie e del loro valore artistico”.

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