Felice Casorati, Le signorine, 1912,

Colto e multiforme, classico e innovativo, Felice Casorati è tra gli artisti che più hanno segnato la cultura del Novecento. Nato a Novara nel 1883, studia al liceo classico e poi giurisprudenza all’università, coltivando il desiderio di diventare musicista. Ma quando nel 1907, lo stesso anno in cui si laurea, invia alcuni quadri da lui dipinti alla Biennale di Venezia, la sua carriera cambia.

La commissione accetta all’unanimità Ritratto della sorella Elvira e il successo di critica sancisce le sue qualità di pittore. Ma Casorati è stato anche scultore, grafico, scenografo, architetto, artista decorativo e non solo. Credeva nell’unione e nella complementarità delle diverse forme d’arte. Eppure Felice Casorati è maggiormente conosciuto dal pubblico per la pittura, soprattutto per le opere degli anni Venti.

Lo stile di Felice Casorati

Il suo stile è difficilmente inquadrabile, anche se viene associato più spesso al ritorno all’ordine e al realismo magico. Raccoglie ed elabora, infatti, elementi e suggestioni di diverse correnti: dal simbolismo alla Secessione viennese, da Piero della Francesca a Cezanne. Non aderisce ai movimenti del suo tempo, ma da ognuno di essi (futurismo, fauvismo, espressionismo…) trae spunti che innesta su una base neorinascimentale.

I suoi dipinti appaiono austeri, enigmatici, malinconici. Casorati stesso si definiva «un pittore che dipinge con la mente». In un’altra occasione scrisse che, a differenza di altri pittori del suo tempo, invece di dipingere le cose come appaiono, voleva dipingere solo la verità.

Felice Casorati, Conversazione platonica, 1925
Felice Casorati, Conversazione platonica, 1925, olio su tavola © Felice Casorati, by SIAE 2023

Felice Casorati, la mostra

La mostra antologica Felice Casorati si propone di ricostruire l’itinerario dell’artista, dagli anni d’esordio alla maturità, iscrivendone il percorso entro la storia dell’arte del Novecento. Oltre sessanta opere, tra cui molti capolavori assoluti, saranno esposti dal 18 marzo al 2 luglio 2023 alla Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma).

La musica rappresenta la chiave d’ingresso delle opere di Casorati nella villa di Luigi Magnani, colto collezionista, storico dell’arte, musicologo, compositore, scrittore. La musica è quindi uno dei temi che strutturano la concezione della mostra, richiamando la sensibilità musicale che ha contraddistinto la biografia, la cultura e la pittura di Casorati. Il tema serve d’altra parte a indagare la natura concertata e sorvegliata dell’arte casoratiana, la sua attitudine concettuale alla costruzione di una teatralità alimentata dall’invenzione.

Felice Casorati, Le signorine, 1912,
Felice Casorati, Le signorine, 1912, tecnica mista su tela. 2022 © Archivio Fotografico – Fondazione Musei Civici di Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, acquisto del Comune di Venezia alla Biennale, 1912 © Felice Casorati, by SIAE 2023

Le opere

Il percorso espositivo consentirà di conoscere l’opera di Casorati nella sua completezza e complessità, documentando ogni stagione della sua pittura e mostrando con opere-chiave le figure e i suoi temi prediletti. Si aprirà con i dipinti d’esordio: Ritratto della sorella Elvira e Le ereditiere, esposto alla IX Biennale di Venezia nel 1910.

Un’atmosfera diversa si respira nel capolavoro Le signorine. L’opera del 1922 esprime una svolta nella sua pittura, per la tavolozza chiara e luminosa, lo studio delle figure e del nudino centrale. In mostra si potrà cogliere con particolare efficacia la stagione casoratiana negli anni Venti, quando il richiamo del ritorno all’ordine porta nell’arte europea una nuova classicità.

Con l’esposizione di una serie di quadri del 1921 – Le due sorelle, Fanciulla col linoleum, Maschere – si verrà proiettati in un’atmosfera sospesa e silenziosa, pervasa da misura, ordine, malinconia e mistero, in un teatro di infinite allusioni al mestiere, alla pratica della pittura, intesa come incessante studio e ricerca, confronto con la modella e con l’antico.

Felice Casorati, Fanciulla col linoleum, 1921
Felice Casorati, Fanciulla col linoleum, 1921, olio su tavola, Mart, Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Collezione VAF-Stiftung © Felice Casorati, by SIAE 2023

Nel celebre dipinto Silvana Cenni del 1922, esplicito omaggio a Piero della Francesca, una silente immobilità permea ogni cosa, congelando la scena in un fermoimmagine misterioso. Tutto è aderente al vero, nei più minuti dettagli, ma talmente realistico da tradursi in straniamento.

Felice Casorati, Silvana Cenni, 1922
Felice Casorati, Silvana Cenni, 1922, tempera su tela, Torino, Collezione privata © Felice Casorati, by SIAE 2023

Ricorrente nella pittura di Casorati è il tema della natura morta di uova. Dalla forma perfetta e dalla fragile consistenza, permettono all’artista una riflessione sul contrasto tra la precarietà e la solidità formale, oltre a un ulteriore rimando a Piero.

L’ordinamento cronologico sarà talvolta intercalato da accelerate temporali che anticipano gli esiti della ricerca su un medesimo tema. Si comprenderà così l’essenza del «complicato intreccio formato dallo svolgersi della mia pittura», come direbbe l’artista stesso. I visitatori e le visitatrici della mostra potranno allora cogliere, osservando lo studio delle architetture interne ai dipinti, il gioco degli spazi, la tavolozza attentamente composta nell’equilibrio dei valori tonali, cromatici e luminosi, la coerenza e, insieme, la magia che segnano la ricerca di Casorati anche nelle opere dei decenni successivi.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Magnani-Rocca in collaborazione con il MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Per maggiori informazioni rimandiamo al sito www.magnanirocca.it.

Felice Casorati, Le uova sul cassettone, 1920,
Felice Casorati, Le uova sul cassettone, 1920, tempera grassa su tavola, Collezione privata © Felice Casorati, by SIAE 2023

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