Opere realizzate con Intelligenza Artificiale, innovative creazioni digitali ed installazioni artistiche 4.0 si stanno ritagliando una fetta sempre più grande e degna di tutta la nostra attenzione nel panorama della produzione artistica degli ultimi anni. Il ruolo del museo si sta ridefinendo verso una nuova dimensione: non solo un luogo tradizionalmente volto all’esposizione ma anche il luogo di incontro e racconto anche di un nuovo panorama artistico. E in questa direzione il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano  ci propone un interessante ed estremamente attuale programma: DIGITAL AESTHETICS.

Da sabato 20 novembre, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia propone DIGITAL AESTHETICS: un programma permanente di installazioni di arte digitale. 

DIGITAL AESTHETICS

Il programma nasce e viene ideato per offrire al pubblico l’opportunità di approfondire ed  esplorare i nuovi linguaggi digitali a partire dall’Intelligenza Artificiale oggi largamente impiegata nella produzione artistica. E ancora: una riflessione sulle connessioni tra innovazione tecnologica e processo creativo artistico con l’obiettivo di individuare relazioni e possibilità. Le installazioni esposte al Museo non mancheranno di coinvolgere il grande pubblico: dagli studenti agli adulti. Sono previsti workshop nei laboratori interattivi e momenti di confronto e dialogo con artisti e creativi volte a raccontare sia le opere esposte sia la poetica di questa nuova tendenza artistica, la sua Estetica digitale – appunto le “Digital Aesthetics”.

Le opere che inaugurano il programma “Digital Aesthetics”

Le due opere (o meglio le installazioni) che inaugurano questo interessante programma sono: Robotic Voice Activated word Kicking Machine di Neil Mendoza e  CHROMATA di Michael Bromley. 

Neil Mendoza
Neil Mendoza

Robotic Voice Activated word Kicking Machine è un’esplorazione del linguaggio e della nostra relazione nel parlare con le macchine come, ad esempio, con gli assistenti vocali basati sull’intelligenza artificiale. L’opera invita a riflettere sulla relazione tra analogico e digitale, fisico e virtuale attraverso una nuova prospettiva, un nuovo punto di vista. Le parole pronunciate dai visitatori vengono convertite in testo e lanciate nel mondo virtuale. “Si accumulano lì, a volte prese a calci da un piede robotico e a volte restituiti al mondo come suono”.

CHROMATA  è invece un software generativo in grado di rielaborare immagini riproducendole secondo colori e geometrie inaspettate. Il visitatore scegliendo un’immagine, potrà provare a farla rielaborare da Chromata e seguirne l’evoluzione attraverso proiezioni interattive per un’esperienza estetica altamente immersiva. L’installazione CHROMATA sarà fruibile dai visitatori all’interno del programma di attività per il pubblico del nuovo laboratorio Future Inventors, realizzato nell’ambito del progetto di educazione alle STEM sviluppato dal Museo con il supporto di Fondazione Rocca.

Museo della scienza e della tecnica
Chromata

IBSA Foundation & Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano

DIGITAL AESTHETICS rientra nel piano di attività di Mission Partnership avviato nel 2021 che vede imprese e fondazioni dare il proprio supporto al Museo nell’attuazione del programma culturale ed educativo. IBSA Foundation per la ricerca scientifica è Partner Scientifico per le iniziative del Museo: una collaborazione nata già nel 2019 finalizzata a dare un contributo concreto allo sviluppo del legame tra Arte e Scienza.

La parola a Giacinto Di Pietrantonio, Professore di Storia dell’Arte, Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e curatore del progetto per IBSA Foundation

L’arte moderna che sfocia nel digitale pone la persona al centro dell’opera, come parte attiva chiamata a interpretare e anche a interagire. Il ruolo partecipativo della persona è alla base dell’approccio condiviso sia da IBSA Foundation sia dal Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Il mescolarsi di arte e tecnologia supporta il ruolo della cultura come guida per le generazioni future, parlando il loro stesso linguaggio”.  

robotic voice activated word kicking machine

La parola a Giovanni Crupi, Direttore Sviluppo del Museo.

Per descrivere l’essenza della relazione tra IBSA Foundation e il Museo basta dire che molte delle attività più originali e più sperimentali di questi ultimi anni del MUST sono state realizzate grazie al sostegno di IBSA Foundation: una sorta di investitore entusiasta sulla nostra capacità di innovazione, sulle nostre idee, oltre che un sensibile sostenitore dei nostri progetti e, adesso, anche della nostra missione. Ciò è possibile perché partiamo da una condivisione di valori e poi ci troviamo a discutere obiettivi e istanze specifiche. È una di quelle relazioni che contano, che intendono fare la differenza

La parola a Silvia Misiti, Direttore di IBSA Foundation per la ricerca scientifica

“Con il progetto DIGITAL AESTHETICS prosegue il percorso di collaborazione con il MUST di Milano che va sempre più nella direzione di supportare approcci creativi e diversi che, come l’arte e il linguaggio digitale, possono fare da tramite e collegare mondi a volte distanti tra loro, come il sapere umanistico e il sapere scientifico. Le installazioni degli artisti Bromley e Mendoza sono capaci di proiettare il pubblico nel futuro, e questo è proprio ciò che aspiriamo a fare attraverso i tanti progetti di IBSA Foundation orientati a formare le nuove generazioni con percorsi innovativi e coinvolgenti”. 

GLI ARTISTI

NEIL MENDOZA 

Il lavoro di Neil Mendoza combina scultura, elettronica e software con l’idea di dare vita a oggetti e spazi inanimati per provocare attraverso l’umorismo e il non-sense una riflessione più profonda sugli ecosistemi che ci governano. Usando il dialogo tra mondo reale e digitale combina oggetti di uso comune con la tecnologia in modi inaspettati, restituendo al pubblico una nuova prospettiva e una riflessione più profonda sulla relazione tra mondo analogico e digitale.

Le sue opere sono state esposte da The Ars Electronica Center, Arena 1 Gallery, The Barbican, BBC Big Screens, The Children’s Museum of Pittsburgh, Currents New Media Festival, The Exploratorium, ISEA, Kinetica, Minnesota Street Projects, Oi Futuro, The Museum of Londra, The Nottingham Playhouse, PICNIC Festival, Recology, SIGGRAPH, The Science Museum, Telfair Museum, The V&A, Watermans, YouFab e Young Projects Gallery tra gli altri. Ha esposto lavori e ha parlato in conferenze in tutto il mondo, ha tenuto corsi di arte e tecnologia all’UCLA e a Stanford e ha co-fondato il collettivo artistico “is this good?”. 

https://www.neilmendoza.com/about/

MICHAEL BROMLEY  

È uno sviluppatore di software esperto in applicazioni web, user experience e creative coding. Ha realizzato moltissimi progetti open source che consentono all’utente di usare il codice come strumento creativo per costruire esperienze estetiche legate al suono o all’immagine. Con il suo lavoro esplora quell’area che unisce la programmazione e la creatività nel mondo analogico e in quello digitale.

L’opera scelta Chromata personalizzata per il museo per produrre un’immagine immersiva e di grandi dimensioni nello spazio,.consente agli utenti di fare un’esperienza diretta e personale di produzione di immagini usando uno strumento di arte generativa.

https://www.michaelbromley.co.uk/experiments/chromata/