La Grande Onda
Hokusai, La grande onda di Kanagawa, 1830-1831 circa, xilografia, 25,7 x 37,9 cm. Museo di Hakone.

“Sin dall’età di sei anni ho amato copiare la forma delle cose, e dai cinquant’anni pubblico spesso disegni, ma fino a quel che ho raffigurato a settant’anni non c’è nulla degno di considerazione. A settantatré ho un po’ intuito l’essenza della struttura di animali e uccelli, insetti e pesci, della vita di erbe e piante e perciò a ottantasei progredirò oltre; a novanta ne avrò approfondito ancor più il senso recondito e a cento anni avrò forse veramente raggiunto la dimensione del divino e del meraviglioso. Quando ne avrò centodieci, anche solo un punto o una linea saranno dotati di vita propria. Se posso esprimere un desiderio, prego quelli tra lor signori che godranno di lunga vita di controllare se quanto sostengo si rivelerà infondato. Dichiarato da Manji il vecchio pazzo per la pittura.» Katsushika Hokusai, postfazione di Cento vedute del Monte Fuji, 1835

Lettura dell’opera: La grande onda di Kanagawa di Hokusai

Un’ onda, grande e imponente si solleva dal mare, le imbarcazioni dei pescatori e il Monte Fuji che svetta all’orizzonte. Un’immagine potente, vera, che non smette di affascinarci. Questa xilografia porta la firma di Hokusai ed è oggi una delle opere più note di questo straordinario Maestro nella cultura occidentale. “La grande onda” fa parte della serie dal titolo Trentasei vedute del Monte Fuji. La zona che vediamo rappresentata è l’attuale prefettura di Kanagawa. In alto a sinistra notiamo due scritte in giapponese. Nel rettangolo più chiaro vi è scritto il titolo: “Trentasei vedute del monte Fuji al largo di kanagawa sotto un’onda”. L’altra scritta è la firma dell’artista: “dal pennello di Hokusai, che cambiò il nome in Iitsu”. Hokusai durante la sua vita cambiò spesso il suo nome d’arte – solo in questa serie troviamo ben quattro firme diverse.

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Simbologia dell’opera

Quest’onda così impattante a livello visivo ci porta subito in una dimensione spirituale. Nella cultura Giapponese la forza della Natura e la Natura stessa hanno una grande importanza e sono un tema dominante nella produzione artistica. Qui vediamo la forza della natura che sta per sovrastare l’uomo a ricordarci la nostra fragilità. Il Monte Fuji diventa un elemento spirituale, religioso, che osserva l’evento, la morte che incombe. Questo tema della forza dominante della Natura lo ritroviamo anche in occidente, ad esempio nelle opere del Romanticismo in primis nei dipinti di David Friedrich.

Hokusai, La grande onda di Kanagawa, 1830-1831 circa, xilografia, 25,7 x 37,9 cm. Museo di Hakone- dettaglio
Hokusai, La grande onda di Kanagawa, 1830-1831 circa, xilografia, 25,7 x 37,9 cm. Museo di Hakone- dettaglio

La grande onda di Kanagawa: la storia

L’opera è – secondo gli storici dell’Arte – databile verso il 1830-1831. Parliamo quindi di un’opera realizzata dal maestro Hokusai in età matura: all’età di 70 anni. In questi anni Hokusai è malato, ancora afflitto dalla morte della sua amata moglie pochi anni prima, nel 1828. Ad aggravare questa situazione di sofferenza ci sono i problemi economici e un nipote di cui si deve occupare e che gli procura altri debiti. In questo periodo Hokusai decide di realizzare le 36 vedute del monte Fuji che portano con sé tutta la forza di una maturità artistica e il tema della sacralità e della natura. Fu subito il successo. Il Maestro – si stima – realizzò circa 5000 tirature. La copia custodita presso Metropolitan Museum of Modern Art di New York è una delle prime.

Un capolavoro senza tempo

La grande onda di Hokusai è un capolavoro senza tempo. Fu subito apprezzata in Giappone e la sua fama arrivò anche in Europa. La cultura e l’arte giapponese giunsero in Occidente con la fine del Sakoku (鎖国 “paese incatenato”) la politica di autarchia e auto isolazionismo praticata durante il periodo Edo iniziata con un editto dello shōgun Tokugawa Iemitsu nel 1641. Al suo termine nel 1853 ripresero il commercio e le relazioni estere e le opere dei grandi Maestri come di Hokusai, Hiroshige e Utamaro giunsero fino a noi dando vita al giapponismo. Furono molti gli artisti europei che rimasero affascinati dalla bellezza e storia della cultura giapponese e che si ispirano alle loro stampe: da Monet a Van Gogh. Ancora oggi La Grande Onda è un’opera che ammirandola ci emoziona.

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