La primavera tra Arte e Poesia

Per omaggiare la Primavera vi proponiamo quattro splendide poesie e quattro dipinti famosi che ci raccontano – tra parole e colori – le atmosfere colorate della Primavera.

primavera nell'arte
René Magritte – Le printemps (la primavera) c. 1965. olio su tela, 46 x 55 cm © Christie’s

La primavera sorrideva – Antonio Machado

…Un giorno mi sorprese la primavera
che in tutti i campi intorno sorrideva.
Verdi foglie in germoglio
gialle rigonfie gemme delle fronde,
fiori gialli, bianchi e rossi davano
varietà di toni al paesaggio.
E il sole
sulle fronde tenere
era una pioggia
di raggi d’oro;
nel sonoro scorrere
del fiume ampio
si specchiavano
argentei e sottili i pioppi.

dipinti primavera
Edouard Manet (1832-1883) Le Printemps signed and dated ‘manet 1881’ (lower left) oil on canvas (74 x 51.5 cm.) Painted in 1881 – © Christie’s

Il biancospino – Umberto Saba 

Di marzo per la via
della fontana
la siepe s’è svegliata
tutta bianca,
ma non è neve,
quella: è biancospino
tremulo ai primi
soffi del mattino.

la primavera nell'arte
Katsushika Hokusai, Trentasei viste del Monte Fuji

Marzo di Cesare Pavese

Io sono Marzo che vengo col vento
col sole e l’acqua e nessuno contento;
vo’ pellegrino in digiuno e preghiera
cercando invano la Primavera.
Di grandi Santi m’adorno e mi glorio:
Tommaso il sette e poi il grande Gregorio;
con Benedetto la rondin tornata
saluta e canta la Santa Annunziata.
Primavera
Sarà un volto chiaro.
S’apriranno le strade
sui colli di pini
e di pietra…
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come
donne divertite: Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.

Vincent Van Gogh, Mandorlo in fiore, olio su tela, 1890, 73,5×92 cm, Rijksmuseum Vincent Van Gogh, Amsterdam

Caro Marzo – Emily Dickinson

Caro Marzo – Entra –
Come sono felice –
Ti aspettavo da tanto –
Posa il Cappello –
Devi aver camminato –
Come sei Affannato –
Caro Marzo, come stai tu, e gli Altri –
Hai lasciato bene la Natura –
Oh Marzo, Vieni di sopra con me –
Ho così tanto da raccontare –
Ho avuto la tua Lettera, e gli Uccelli –
Gli Aceri non sapevano che tu stessi arrivando –
L’ho annunciato – come sono diventati Rossi –
Però Marzo, perdonami –
Tutte quelle Colline che mi lasciasti da Colorare –
Non c’era Porpora appropriata –
L’hai portata
Chi bussa? Ecco Aprile –
Chiudi la Porta –
Non voglio essere incalzata –
È stato via un Anno per venire
Ora che sono occupata –
Ma le inezie sembrano così banali
Non appena arrivi tu
Che il Biasimo è caro come la Lode
E la Lode effimera come il Biasimo.

 

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