Artemisia, 3 ottobre 2020-24 gennaio 2021, National Gallery di Londra, Ala Sainsbury

Artemisia
Detail from Artemisia Gentileschi, ‘Self Portrait as a Lute Player’, about 1615-18. Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford, CT Charles H. Schwartz Endowment Fund 2014.4.1 ©️ Wadsworth Atheneum Museum of Art

Le opere di Artemisia Gentileschi a Londra

È in arrivo l’attesissima mostra dedicata ad Artemisia che sarà ospitata nelle sale della National Gallery di Londra. Questa è la prima grande monografica dedicata ad Artemisia Gentileschi (1593-1654 o dopo) nel Regno Unito. L’esposizione era stata originariamente prevista dal 4 aprile al 26 luglio ma a causa del Covid-19 l’apertura è stata rinviata al 3 ottobre prossimo e durerà fino al 24 gennaio 2020.

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La passione di Artemisia
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“Mostrerò a Vostra Illustre Signoria cosa può fare una donna”

In mostra si potranno ammirare oltre 30 capolavori della Gentileschi, per ripercorrere la carriera artistica di questa straordinaria artista. Artemisia, con il suo talento e la sua forza di volontà è stata la prima donna che è riuscita ad accedere ’Accademia degli artisti di Firenze” in un’epoca in cui le donne non erano sicuramente accettate come artisti indipendenti. In questa prima grande mostra Inglese dedicata Artemisia troviamo i suoi dipinti più famosi, comprese le due versioni della sua iconica “Giuditta che decapita Oloferne”, i suoi autoritratti e le sue lettere personali. I visitatori potranno “ascoltare” la voce di Artemisia, attraverso queste lettere recentemente scoperte nell’Archivio Storico Frescobaldi, a Firenze ed esposte qui per la prima volta nel Regno Unito.

Artemisia Gentileschi, ‘Judith beheading Holofernes’, about 1612-13. Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte (Q378) © ph. Luciano Romano / Museo e Real Bosco di Capodimonte 2016

Il processo contro l’artista Agostino Tassi

All’eccezionale corpus di opere che troviamo esposte si va ad aggiungere un prestito di grande valore. Si tratta della trascrizione originale del processo in cui l’artista Agostino Tassi è accusato di aver ‘deflorato’ Artemisia Gentileschi (1612), in prestito dall’Archivio di Stato, Roma. Questa è la prima volta che la trascrizione è accessibile al pubblico Inglese, nonostante sia una fonte primaria sulla storia della vita di quest’artista. Dopo aver ammirato i capolavori di Artemisia, si potrà quindi – attraverso la trascrizione del processo – approfondire e scoprire la grande forza di una donna che non si è mai voluta arrendere neanche di fronte alla tortura.

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Artemisia Gentileschi. Ediz. a colori
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La trascrizione del processo è scritta in parte in latino ma con annotazioni delle risposte orali in Italiano. Durante il processo, i funzionari, le chiesero se era disposta a confermare la sua precedente dichiarazione (lo stupro) sotto “tortura giudiziaria”. Artemisia, comprendendo la necessità di questo calvario per convalidare le sue affermazioni, accettò. “Sì, signore, sono pronta a confermare nuovamente la mia testimonianza sotto tortura e laddove necessario“. La tortura scelta era la ‘sibille’, un sistema di corde avvolte intorno alle dita che veniva poi stretta. Mentre la guardia carceraria torturava Artemisia, lei confermò: “È vero è vero è vero”. Una grande artista ma anche una donna che ha affrontato prima uno stupro e poi la tortura per non perdere la sua dignità.

Image- Artemisia Gentileschi, 'Self Portrait as a Lute Player', about 1615-17. Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford, Connecticut. Charles H. Schwartz Endowment Fund 2014.4.1 © Wadsworth Atheneum Museum of Art
Image- Artemisia Gentileschi, ‘Self Portrait as a Lute Player’, about 1615-17. Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford, Connecticut. Charles H. Schwartz Endowment Fund 2014.4.1 © Wadsworth Atheneum Museum of Art

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