In mostra “La Vergine delle Rocce del Borghetto” di  Francesco Melzi, l’allievo di Leonardo da Vinci

Dal30 gennaio al 31 dicembre 2019, in occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario leonardesche – sarà possibile ammirare presso la Fondazione Orsoline di San Carlo  “La Vergine delle Rocce del Borghetto” di  Francesco Melzi (1517-1520), copia fedele del dipinto di Leonardo conservato al Louvre.

 “La Vergine delle Rocce del Borghetto”: la storia

Finalmente accessibile al pubblico, si potrà vedere dal vivo la “La Vergine delle Rocce del Borghetto” di Francesco Melzi: una copia di grande qualità realizzata dell’allievo prediletto di Leonardo da Vinci. Torniamo al 10 dicembre 1998, nel Collegio di viale Majno, quando le Suore Orsoline di San Carlo organizzano una giornata di studi  dedicata alla Vergine delle Rocce del Borghetto. Alla conferenza presenziò Carlo Pedretti, noto specialista di studi leonardeschi, con Gabriella Ferri Piccaluga e Sandrina Bandera. Il professor Pedretti sottolinea in questa occasione la somiglianza  a diversi disegni leonardeschi per la Vergine delle Rocce. 

Per un’attribuzione al pittore Melzi dobbiamo aspettare il 1999 quando, in una lettera, il professor Pedretti scrive: “Più ci penso, più mi sembra un documento straordinario, forse unico. È certo che i colori del dipinto delle Orsoline recuperato dal restauro sono splendidi e squillanti. […] Penso che sia una versione eseguita in epoca alta, quando quell’archetipo era ancora ben leggibile e magari in Francia: versione eseguita, perché no?, da un allievo, come poteva essere il Melzi e magari sotto l’occhio vigile del vecchio maestro. L’originale era già lì […]. Forse a Leonardo non sarebbe dispiaciuto che una buona e fedelissima copia rientrasse a Milano dove la ‘seconda versione’ (ora alla National Gallery Londra) si era già imposta con la sua iconografia riveduta e corretta”.

La copia di Melzi: le analisi

La tela di Francesco Mezi è fedele all’originale nelle dimensioni, ma è stata realizzata su di una tela rettangolare e non su tavola centinata. L’indagine scientifica attuata su quest’opera ha confermato che il supporto – la tela di lino – è del cinquecento e che prima dell’inizio dell’Ottocento è stato rifoderato. Nel 1997 l’opera è stata restaurata e per l’occasione sono state effettuate le analisi dei colori e della tela da parte del Dipartimento di Fisica del Politecnico ed esami fotoradiografici del Laboratorio fotografico della Soprintendenza. “Queste analisi hanno portato a ritenere che la Vergine delle Rocce del Borghetto sia una copia realizzata da un discepolo, forse sotto l’occhio vigile del maestro, alla presenza del dipinto di Leonardo ora al Louvre. La radiografia, la riflettografia e l’analisi chimica delle materie hanno poi fatto emergere una qualità fisica dei colori riconducibile alla tecnica pittorica scientifica leonardesca, in cui l’uovo, alcuni oli e collanti sono usati sapientemente per creare un preciso risultato cromatico sia nel tono sia nell’effetto luminoso della pittura” (© fonte: http://verginedellerocce-mi.it/la-storia)

Riportiamo qui di seguito l’interessante Intervista a Raffaella Ausenda pubblicata sul sito: © http://verginedellerocce-mi.it/

Informazioni Utili: 

La Vergine delle rocce del Borghetto di Francesco Melzi
VISITE GUIDATE
: prenotazione obbligatoria sul sito
http://verginedellerocce-mi.it/

dal 30 gennaio al 31 dicembre 2019

orari: da lunedì a venerdì: ore 16.30 e 17.30
 sabato: ore 10.00 e 11.30 – 15.00 e 17.30
 domenica: ore 15.00 e 17.30
Chiesa di San Michele sul Dosso
Via Lanzone, 53 – 20123 Milano

Photo credit copertina: (particolare)

Vergine delle Rocce “del Borghetto”
Francesco Melzi (attr.), 1517-1520 (?)
Tempera e olio su tela, 198×122 cm

Copia fedele dell’originale leonardesco conservato al Louvre
Milano, Chiesa di San Michele del Dosso
Congregazione Suore Orsoline di San Carlo

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