Static Cinema 2026 a Venezia con ART-ICON tra fotografia e immagine in movimento

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Alexey Morosov_Hippomachia_chapter_II
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Organizzata e prodotta da ART-ICON, la seconda edizione della mostra è curata da Danila Tkachenko e Slavica Veselinović e riunisce autori di diverse generazioni ai Cantieri del Contemporaneo, fino al 24 settembre.

Un fotogramma separato dalla sequenza di un film può diventare un’immagine autonoma. Una fotografia, pur fissando un istante, può suggerire ciò che è appena accaduto o ciò che sta per succedere. È in questa relazione tra immobilità e durata che si sviluppa Static Cinema 2026, seconda edizione del progetto espositivo organizzato e prodotto da ART-ICON, a Venezia dal 3 al 24 settembre negli spazi di San Pietro – Cantieri del Contemporaneo.

A cura di Danila Tkachenko e Slavica Veselinović, la mostra si inserisce nel settembre veneziano del cinema con un percorso dedicato alle relazioni tra fotografia, immagine in movimento e arti visive. La selezione accosta autori affermati e nuove generazioni, attraversando fotografia documentaria, ritratto, staged photography e ricerca concettuale.

Carine Van Gerven—connections—2022cmyk

ART-ICON e il progetto dei curatori

ART-ICON, piattaforma curatoriale fondata e diretta da Danila Tkachenko e Slavica Veselinović, è il soggetto attorno al quale prende forma l’intero progetto. La sua attività si concentra sulla produzione di mostre internazionali e sulla costruzione di occasioni di confronto tra artisti, linguaggi e geografie differenti. Static Cinema ne rappresenta uno dei progetti centrali e traduce questa impostazione in una riflessione sui modi in cui le immagini vengono prodotte, percepite e condivise.

Alla base della mostra c’è una precisa scelta curatoriale: leggere fotografia e cinema come forme che si compenetrano. Il cinema si costruisce attraverso una successione di immagini fisse; la fotografia può trattenere una tensione narrativa che supera il momento dello scatto. Il percorso invita quindi a osservare ciò che accade quando un’immagine cambia contesto e quando il tempo, anche senza movimento, continua ad agire nello sguardo di chi la osserva.

Le esperienze dei due curatori contribuiscono a questa prospettiva. Danila Tkachenko, artista e fotografo, sviluppa una ricerca sui temi della memoria, dell’identità, della solitudine e del rapporto tra individuo, spazio e società, affiancando alla pratica artistica l’attività curatoriale. Slavica Veselinović, curatrice, exhibition producer e fotografa slovena con base tra Milano e Venezia, lavora all’intersezione tra cultura visiva, antropologia dell’immagine e progettazione espositiva. Il suo percorso attraversa anche moda, musica e multimedia art, alimentando il carattere interdisciplinare di ART-ICON.

Le opere tra memoria e costruzione narrativa

Nelle fotografie di Nick Zinner, musicista e chitarrista degli Yeah Yeah Yeahs, l’esperienza del viaggio e della vita on the road si intreccia con scene urbane, concerti e momenti quotidiani. La dimensione documentaria assume così il carattere di un diario personale. Diversa è la direzione di Julia Fullerton-Batten, rappresentata da MC2 Gallery, la cui ricerca costruisce immagini dalla forte componente cinematografica, sospese tra memoria, realtà e finzione.

Il rapporto con Venezia emerge attraverso Graziano Arici, che per decenni ha documentato la vita culturale e cinematografica della città. Il ritratto di Claudia Cardinale presente in mostra appartiene a questo vasto racconto, nel quale la storia del cinema incontra la sensibilità del fotografo e l’attenzione verso i suoi protagonisti anche al di fuori delle pose ufficiali. Un’opera degli anni Settanta di Bernis von zur Muehlen introduce una prospettiva storica nel dialogo con le pratiche contemporanee. Lindsay Elizabeth Warner presenta invece immagini che attraversano ritratto, natura e intimità, in una ricerca che comprende anche i ritratti di Marilyn Manson, suo marito.

Lars von Trier _Tear_

La relazione tra immagine ed esperienza del tempo acquista particolare evidenza nel lavoro di Natalie Curtis. La fotografia esposta, realizzata nel 2015 al The White Hotel di Manchester, associa l’orario dello scatto, 03:26, al codice postale del luogo, M3 7LW. Queste coordinate legano l’immagine a un momento e a uno spazio precisi, rendendo il dato documentario parte della lettura dell’opera. Con Lars von Trier, il percorso affronta direttamente il passaggio dal film all’immagine fissa: fotogrammi tratti dalle sue opere vengono estratti dalla sequenza cinematografica e presentati autonomamente. La sospensione del movimento invita a soffermarsi sulla composizione e sulla forza visiva del singolo quadro.

Attraverso queste diverse declinazioni, Static Cinema porta l’attenzione sulla capacità delle immagini di custodire un evento e, allo stesso tempo, generare un racconto. È su questo terreno che il progetto di ART-ICON e dei curatori Danila Tkachenko e Slavica Veselinović trova la propria coerenza: offrire uno spazio di osservazione nel quale fotografia e cinema possano essere riletti attraverso le loro reciproche possibilità.

Julia Fullerton-Batten _Palm Springs-scaled_

Informazioni utili

Static Cinema 2026 — Seconda edizione
A cura di Danila Tkachenko e Slavica Veselinović
Organizzazione e produzione ART-ICON
3–24 settembre 2026
San Pietro – Cantieri del Contemporaneo, Campo San Pietro, Castello 71, Venezia
Orari indicati: da martedì a domenica, 14–18. Prenotazioni: +39 345 3373849, info@art-icon.org
www.art-icon.org · Instagram @art_icon.official