“Enigmi. Oltre l’apparenza”: a Lodi la riscoperta di Gabriella Podini con una grande retrospettiva

0
37
Gabriella Podini - 1979-80 ca_139_Dipinto_Anna Garbelli_Oltre la parola_olio su tela 183_60x80
Gabriella Podini - 1979-80 ca_139_Dipinto_Anna Garbelli_Oltre la parola_olio su tela 183_60x80

Dal 24 gennaio al 15 febbraio 2026, gli spazi di Bipielle Arte a Lodi ospitano Gabriella Podini. Enigmi. Oltre l’apparenza 1969–1985, una grande mostra antologica che celebra l’opera dell’artista a quarant’anni dalla sua prematura scomparsa. Curata da Marina Arensi, l’esposizione rappresenta un appuntamento culturale di rilievo per il territorio e al tempo stesso un’occasione preziosa di riscoperta: un percorso ampio e articolato che restituisce al pubblico la complessità e la straordinaria intensità della ricerca di Gabriella Podini, una figura ancora poco conosciuta ma di sorprendente modernità.

Un progetto di memoria e partecipazione

Organizzata con il sostegno della Provincia e del Comune di Lodi, e in collaborazione con Fondazione Banca Popolare di Lodi, Il Cittadino di Lodi e il Centro Servizi Volontariato Lombardia Sud ETS, la mostra rientra nel format UN’ARTISTA, TANTI MONDI, tra i progetti selezionati dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi nell’ambito del Bando Cultura 2025. L’antologica è infatti solo il punto di partenza di un percorso più ampio, pensato per coinvolgere attivamente la comunità attraverso occasioni di apprendimento, incontro e socializzazione: visite guidate, laboratori esperienziali, attività didattiche per scuole e università, la realizzazione di un catalogo, un video-documentario e un archivio digitale. In questa prospettiva, la mostra diventa non solo un momento espositivo, ma una vera piattaforma culturale condivisa, capace di trasformare la memoria dell’artista in un volano per nuove pratiche educative e partecipative.

Gabriella Podini - 1975_Milano_Presenze
Gabriella Podini – 1975_Milano_Presenze

Un’eredità che dialoga con lo spazio pubblico

Tra i segni più concreti e duraturi del progetto, emerge il dono al Comune di Lodi di un manufatto-gioco evocativo dell’opera di Podini, destinato a essere installato in uno spazio pubblico della città. Un gesto simbolico che rafforza il dialogo tra arte, territorio e cittadinanza, e che traduce l’esperienza culturale in una presenza viva nel tessuto urbano. È proprio questa dimensione, in cui la mostra diventa cerniera tra la “vita individuale” dell’artista e la vita sociale e collettiva della comunità, a definire il senso più profondo dell’iniziativa.

Settanta opere per attraversare un universo poetico

In mostra saranno esposte circa settanta opere, provenienti dall’Archivio Gabriella Podini e da collezioni private: disegni, dipinti, incisioni, sculture che ripercorrono gli snodi creativi e l’evoluzione stilistica dell’artista tra il 1969 e il 1985. Podini si distingue per una capacità espressiva polifonica e in continua trasformazione, attraversando tecniche diverse – dal carboncino al gessetto, dall’olio su tela all’incisione, fino alla scultura – in una ricerca intensa, inquieta e profondamente umana.

Come scrive l’artista stessa:

“Nelle mie opere il tema della nascita è ossessivo. L’uomo per me è un essere incompleto, sempre alla ricerca della sua unità.”

Una dichiarazione che offre una chiave di lettura centrale per entrare nel cuore della sua poetica, dove identità, origini e divenire umano diventano linguaggio universale capace di parlare al presente.

Gabriella Podini - 1979 Lodi_143_Dipinto_Antonio Maric_Storia di una nascita_olio su tela 27_120x170
Gabriella Podini – 1979 Lodi_143_Dipinto_Antonio Maric_Storia di una nascita_olio su tela 27_120x170

Tra espressionismo, metafisica e surrealismo

Il percorso espositivo restituisce anche la complessità culturale e linguistica del lavoro di Podini. Come sottolinea la curatrice Marina Arensi, il suo itinerario attraversa conquiste espressioniste, suggestioni metafisiche, fino ad approdare nella seconda metà degli anni Settanta a una fase matura e convincente:

un surrealismo venato di richiami nordeuropei e tedeschi, ricco di simboli e tensioni interiori.

Il linguaggio dell’artista, nettamente distinto da quello del panorama locale dell’epoca, rivela un respiro internazionale maturato grazie a viaggi e periodi di studio in diverse città europee, con Parigi come centro fondamentale di formazione e confronto.

Temi sorprendentemente attuali

Tra i nuclei tematici che attraversano la sua produzione emergono elementi di grande attualità: il corpo come enigma visivo, frammentato e ricomposto; il tempo e la morte; i personaggi-manichino come specchi psicologici; e persino il tema dell’aborto, affrontato con coraggio e sensibilità. Una pluralità di immagini e significati che costruisce un universo simbolico potente, capace di generare catene di interpretazioni e di dialogare ancora oggi con sorprendente lucidità.

L’esposizione costituisce inoltre il primo fondamentale momento di studio sistematico e catalogazione dell’opera di Gabriella Podini. Le autrici dei testi critici, Marina Arensi e Patrizia Foglia, grazie al contributo delle figlie dell’artista, hanno ricostruito la sua poetica attraverso un’intensa ricerca basata su diari, poesie, corrispondenze e materiali documentali. Un’impresa che la curatrice definisce coraggiosa nella Lodi di quegli anni, dove “il nuovo nell’arte cominciava appena a farsi strada”.

1974_tela non trovata

Un progetto aperto alle nuove generazioni

Ampio spazio è dedicato anche al coinvolgimento dei più giovani. Animum Ludendo Coles e Mémosis hanno progettato laboratori e visite guidate interattive calibrate per bambini e studenti, con l’obiettivo di stimolare la comprensione del mondo interiore dell’artista e favorire una partecipazione culturale inclusiva. A ottobre 2026 sarà inoltre lanciato un sito-portafoglio digitale, realizzato da Elidria Web Agency, che raccoglierà l’intera produzione artistica di Podini, rendendo accessibile in modo duraturo il suo archivio.

Gabriella Podini

Nata a Bolzano nel 1929, Gabriella Podini si trasferisce a Lodi nel 1954. Inizia a dipingere alla fine del 1969, dopo una fase biografica segnata da lutti e inquietudini, trovando nell’arte una forma di consolazione e di indagine esistenziale. Tra il 1971 e il 1978 completa la sua formazione in istituzioni europee di prestigio, tra Salisburgo, Parigi, Ravenna e Venezia, entrando in contatto con artisti e gruppi internazionali. Muore prematuramente nell’agosto 1985, a soli 55 anni, lasciando un’eredità artistica intensa e versatile che oggi torna finalmente al centro di un progetto culturale condiviso.

Informazioni mostra

Gabriella Podini. Enigmi. Oltre l’apparenza 1969–1985
24 gennaio – 15 febbraio 2026

Bipielle Arte
Via Polenghi Lombardo – Spazio Tiziano Zalli, Lodi

Inaugurazione e presentazione stampa
Venerdì 23 gennaio 2026, ore 17.30

Ingresso gratuito

Orari di apertura

  • Giovedì e venerdì: 16:00 – 19:00

  • Sabato e domenica: 10:00 – 13:00 / 16:00 – 19:00