Lo scorso 30 ottobre, abbiamo avuto l’occasione di partecipare alla ReA! Art Fair alla Fabbrica del Vapore di Milano. In questa fiera dal sapore moderno e vibrante, abbiamo incontrato molti giovani artisti e potuto ammirare le loro opere. È stata letteralmente una ventata di novità e passione – per l’Arte, le nuove idee, i progetti creativi e tanto altro.

Venus of Forces, 3d printed model, L. Papanti 2020
Venus of Forces, 3d printed model, Lorenzo Papanti 2020

Dal digitale alla scultura – i nuovi artisti esplorano e creano: il risultato per lo spettatore è davvero coinvolgente. Abbiamo deciso di intervistare alcuni di questi talentuosi artisti per conoscerli meglio, per avere il loro punto di vista ed essere coinvolti nelle loro storie e percorsi professionali. Oggi vi invitiamo a conoscere Lorenzo Papanti, un talentuoso e creativo Visual Artist che ci ha portato a conoscere la sua dimensione di arte digitale, tra sperimentazione e nuovi modelli di bellezza. Per Lorenzo “Il digitale rappresenta non solo uno spazio, dotato di molto di più delle tre dimensioni e stratificazioni del reale, ma un vero e proprio laboratorio dove sperimentare”.

L’Intervista a Lorenzo Papanti

  • Cosa ti ha spinto ad intraprendere il tuo percorso di artista?

Esprimersi in campo artistico è, senza dubbio, una necessità. Potrà sembrare banale come risposta, ma creare in campo digitale e video rappresenta un’urgenza non sopprimibile. Questo al di là della mia formazione di base, principalmente scientifica, provenendo infatti da studi di architettura e ingegneria: queste nozioni mi sono molto utili anche in campo artistico, in quanto molti miei lavori sottendono una struttura analitica.

  • Cos’è per te fare Arte oggi?

Fare quello che è sempre stato fatto fatto e che non può non esser fatto. Da Lascaux in avanti, la realizzazione dell’Uomo non può che non passare attraverso la creazione artistica, a cambiare è solamente la tecnica. Oggi, la digitalizzazione è un grande strumento che permette sia un confronto e uno scambio a livello globale, accelerandolo rispetto ai tempi passati, sia la costituzione di spazi intangibili dove poter operare, sperimentare liberamente.

  • L’arte è ricerca e sperimentazione?

L’arte è pura ricerca. Credo che il risultato formale finale, debba essere solamente il risultato di tale ricerca. Non riesco ad apprezzare i puri virtuosismi, molto diffusi specialmente in campo digitale, dove è relativamente facile, con la macchina, produrre belle immagini: è l’operazione concettuale che genera e giustifica l’esito estetico e che produce quella sensazione di piccolo sconcerto e provocazione che percepiamo davanti a un’opera ricca di contenuto.

Venus of Forces, video art, Lorenzo Papanti, 2019
Venus of Forces, video art, Lorenzo Papanti, 2019
  • Quali sono i materiali che utilizzi per creare le tue opere? E quali vorresti sperimentare domani?

Principalmente nessun materiale. E’ questa condizione che permette di sentirmi il più vicino possibile all’idea, al contenuto puro, un po’ come nella letteratura, nella musica e nel cinema. Il video vive in uno spettro del reale che non è condizionato dall’attrazione che ci contraddistingue per il pezzo materiale. Spesso, lavorando in digitale si finisce per vivere quasi letteralmente all’interno di un luogo laboratoriale virtuale, dove spazio e tempo non hanno senso e valore concreto, e questo permette di liberarsi da molti vincoli.

Nonostante questo, come frutto delle creazioni digitali, ho iniziato a sperimentare anche attraverso la stampa 3D, consentendo ai modelli digitali di entrare nel mondo reale… anche se non penso si trovino molto a loro agio!

  • L’Arte è un veicolo di messaggi? C’è un messaggio dietro le tue opere?

L’arte è politica, nel senso positivo del termine. L’urgenza di esprimersi, alla quale mi riferivo  inizialmente, è necessità di parola. Quelli che mi interessano sono temi universali, come la condizione dell’Essere, la posizione dell’uomo rispetto al resto dell’universo materiale e sociale, in qualche modo anche la spiritualità.

  • Come hai vissuto il lockdown?

Molti artisti dicono di aver trovato un periodo proficuo per mettere insieme le idee e tempo utile per realizzarle. Personalmente invece, la situazione globale non ha influito positivamente, il clima di stallo e incertezza non mi ha permesso di operare in piena serenità.

Third-First person, video performance, Lorenzo Papanti 2019
Third-First person, video performance, Lorenzo Papanti 2019
  • Quali sono le tue riflessioni sul mercato dell’arte emergente oggi in Italia?

Trovo che realtà come quella grazie alla quale ci siamo conosciuti, ReA! Milano, siano una strada possibile verso una nuova e corretta concezione della Fiera d’Arte.

La forma tradizionale della Fiera, alla quale ho anche avuto modo di partecipare in passato, ritengo non sia più attuabile in prospettiva futura: un supermercato dove affiancare merce eterogenea e stilisticamente diversa, senza un lavoro curatoriale. I collezionisti del futuro saranno diversi dagli attuali, sarà necessario selezionare gli artisti, magari emergenti, e proporre un percorso dal linguaggio prettamente contemporaneo,  come è stato fatto in maniera eccellente in questo caso. Temo (e spero) ci sarà un’attenzione maggiore al digitale.

  • Quanto influisce il digitale nella tua creazione artistica o nella tua comunicazione come Artista?

Probabilmente a causa del periodo nel quale sono cresciuto e formato, al contrario di ancora molte, troppe, figure del settore, concepisco la creazione digitale, come un video ad esempio, come un’opera compiuta e al pari, se non più, di un prodotto concreto.

E’ lo strumento nel quale mi sento più a mio agio e, ripeto, quasi sento di viverlo dall’interno. Nonostante questo, sono riuscito ad espandere anche dei miei lavori anche in installazioni e videoproiezioni.

Papanti - strategie delle tensioni - video
Lorenzo Papanti – strategie delle tensioni – video
  • Ci racconti un’opera a cui sei particolarmente legato?

Proprio un lavoro di videoproiezione, Strategie delle Tensioni, che ho avuto il piacere di sviluppare all’interno della residenza artistica curata da Alessandro Romanini presso il Centro Arti Visive di Pietrasanta.

Il video rappresenta una rielaborazione digitale delle mie braccia in trazione e compressione, proiettate direttamente sulle pareti o a soffitto, sovrastando il visitatore: la stanza appare puntellata con cristi in acciaio, trasmettendo una sensazione di spazio precario, modificando il flusso dei pesi, che attraversano quindi l’ambiente. Gli arti in tensione cercano di comprimere o avvicinarsi alle pareti, operando uno sforzo vano, come accade entro ogni entità, che è continuamente sottoposta all’interno della propria materia da sforzi opposti, in una condizione perenne e drammatica: è questa tensione viva che mi interessa e penso sia presente in molti miei lavori.

Lorenzo Papanti - strategie delle tensioni - installazione
Strategie delle Tensioni, video installazione, Lorenzo Papanti, 2018
  • Ci spieghi la tua idea e ricerca di “Bellezza” – tra algoritmi e digitale? 

I miei lavori digitali sottendono un’operazione analitica: la Bellezza è il risultato di questa operazione ed è relativa al gusto tempo in cui viviamo. Proprio per questo, il concetto di bellezza evolve in base si alla società, ma anche alla tecnica e alla tecnologia, spiazzando e modificando continuamente il senso estetico comune. L’opera esposta a Milano, in video e in 3D, la Venere di Milo, è stata rappresentata e rielaborata svariate volte nel corso della storia, ma riesce sempre, emblematicamente, a rappresentare il gusto e, forse, l’umanità intera di quel tempo.

Così mi trovo a riproporne una mia versione, modellandola in un software di calcolo, dove ad essa assegno dei valori meccanici e fisici e imprimo delle forze virtuali: in questo modo, si creano delle tensioni interne e sono prodotti degli spostamenti, individuati dal gradiente di colore e simulati in 3D. La valutazione numerica si spinge appunto in una ricerca sul modello di bellezza, mettendone alla prova la resistenza e indagandone proprietà nascoste.

  • Il concetto di spazio fisico nelle tue opere: col digitale nasce una nuova dimensione ?

Il digitale rappresenta non solo uno spazio, dotato di molto di più delle tre dimensioni e stratificazioni del reale, ma un vero e proprio laboratorio dove sperimentareE’ il processo analitico, numerico, ad interessarmi, la possibilità di quantificare: la macchina permette di elaborare qualsiasi tipo di dati, che siano fisici, statistici, etc. e di legarli ad output visuali, che ritornano nel mondo concreto tramite una proiezione bidimensionale, come il video. Se vogliamo, è lo stesso procedimento stravolgente della prospettiva Rinascimentale, un meccanismo che permette la visualizzazione ma allo stesso tempo il controllo dimensionale.

  • Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sviluppare e sperimentare in digitale, principalmente video, ibridandolo con incursioni nel mondo reale, tramite stampe 3D, stampe grafiche e installazioni. Continuerò parallelamente a sperimentare video performance tradizionali, che non ho mai abbandonato: utilizzare stavolta il mio corpo o parti di esso in un processo opposto a quello appena descritto, manipolandolo in digitale o.utilizzando strumentazioni e devices che permettono di inserirmi nel mondo virtuale… ma chi può dire, alla fine, qual è la realtà vera? Dov’è veramente?

Biografia

Pontedera (Pisa), 1989, opera nel campo delle arti visive e dell’architettura. Porta a termine gli studi in architettura e ingegneria presso l’Università di Pisa, sviluppando capacità compositive e competenze digitali. I suoi lavori, prevalentemente video arte e installazioni, costituiscono dimensioni ipotetiche, spazi ibridi digitali. L’indagine dello spazio fisico e mentale rappresenta una costante della sua ricerca artistica, diretta a definire la realtà attraverso la verifica percettiva, percorrendo territori performativi e operazioni visive.

Le sue opere sono state selezionate in occasione di premi e mostre internazionali come Combat Prize, Paratissima Torino, Jeune Creation Europeenne , International Digital Art Fest Sofia, Niio.AI Art prize, IBRIDA Festival, Videoart MIDEN, Muestra de Arte Digital Audiovisual y Tecnologías Avanzadas Acontemporáneas MADATAC Bienal Madrid, Int. Video Art Forum Dammam, New Media Art Fest, Ars Electronica, Les Instants vidéo, Stuttgarter Filmwinter, Festival Int. de Videoarte FIVAC, Int. Video Art House Madrid IVAHM.

 

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