L’Archistar che plasmava le forme del futuro

Zaha Hadid è nata nel 1950 a Baghdad, si è laurea in matematica all’American University di Beirut per poi trasferirsi a studiare a Londra, dal 1972 al 1977, all’Architectural association. Da allora si è dedicata al mondo dell’architettura, costruendo fino ad oggi edifici in tutto il mondo. Zaha Hadid aveva evidentemente il talento nelle vene: un talento riconosciuto e apprezzato nel mondo. E’ stata la prima donna a vincere il Premio Pritzker, (il premio per l’architettura) e il Premio Stirling per due anni consecutivi.

zaha hadid by Steve Double © Zaha Hadid Architects

Nel 2008 la rivista Forbes l’ha inclusa nella classifica delle 100 donne più potenti al mondo e il Time nel 2010 l’ha messa nella classifica delle 100 personalità più influenti del pianeta. Ha riceuto premi e riconoscimenti: dalla retrospettiva al Guggenheim di New York alla laurea honoris causa dall’Università americana di Beirut.

BMW Central Building - © Hélené Bine
BMW Central Building – © Hélené Bine

“LA QUESTIONE È DI EVITARE GLI ANGOLI DI 90 GRADI. AL PRINCIPIO DI TUTTO C’È LA DIAGONALE, CHE HA GENERATO IL CONCETTO DI ESPLOSIONE CHE RIDÀ FORMA ALLO SPAZIO, UNA SCOPERTA IMPORTANTE”. ZAHA HADID

33-35 Hoxton Square @Zaha Hadid Architects

Il suo lavoro in Italia

In Italia ha lavorato molto creando edifici futuristici e funzionali. Di sua realizzazione è il MAXXI di Roma, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, – inaugurato il 28 maggio 2010 – che potremmo definire come “un’esperienza ardita di forme nello spazio” (ha vinto il premio Stirling grazie a quest’opera). A Milano l’abbiamo vista lavorare per la creazione della CityLife, il progetto di riqualificazione della Fiera Campionaria di Milano con edifici dalle forme sofisticate e moderne – per un nuovo concetto di mini-città moderna nella city metropolitana.

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Zaha Hadid
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citylife, Milan © Iwan Baan

Il suo lavoro nel mondo

Zaha Hadid parte dalla scuola del decostruttivismo e crea edifici con forme e canoni strutturali di forte impatto –dalle linee che tagliano lo spazio con le ardite angolazioni fino – nella sua seconda fase progettuale e creativa –alle forme più ondeggianti e fluide. Un esempio della sua prima fase decostruttiva è la Stazione dei pompieri alla Vitra di Weil am Rhein del 1993 mentre per la sinuosità delle forme il London Olympic Aquatic Centre terminato nel 2012. E ancora: la Evelyn Grace Academy, al 255 di Shakespeare Rd a Londra. Ringraziamo Zaha Hadid, che si è spenta a Miami per un attacco di cuore, per averci lasciato tantissimi edifici e “capolavori di architettura” di altissimo livello, edifici che danzano con le loro forme nello spazio.

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