Artissima 2026: l’immaginazione come esercizio di libertà

0
49
Artissima 2026 © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

183 gallerie da 35 Paesi, sette sezioni e un programma diffuso a Torino. La trentatreesima edizione della fiera esplora il potere dell’immaginazione tra ricerca artistica, nuove tecnologie e responsabilità culturale.

L’immaginazione è una facoltà da esercitare: permette di avvicinarsi all’esperienza degli altri, attraversare le differenze e riconoscere possibilità che il presente sembra escludere. Da questa prospettiva prende forma Artissima 2026, all’Oval Lingotto di Torino dal 30 ottobre al 1° novembre, con la direzione di Luigi Fassi, al suo quinto anno alla guida della manifestazione. Il tema della trentatreesima edizione, Fancy: A Flexible, Acrobatic Body, trae ispirazione dal pensiero della filosofa Martha C. Nussbaum. La fancy, intesa come capacità dell’immaginazione di proiettarsi oltre ciò che è immediatamente visibile, diventa il riferimento per interrogare il ruolo dell’arte nella vita collettiva. Attraverso le opere, gli artisti possono mettere in discussione abitudini e categorie, sollecitando uno sguardo più aperto sulla complessità del mondo.

Artissima 2026 © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

È in questo rapporto tra esperienza individuale e dimensione pubblica che Artissima colloca la propria proposta: un appuntamento di mercato nel quale la ricerca curatoriale, il confronto tra professionisti e l’incontro con il pubblico concorrono alla costruzione di valore culturale.

Una geografia internazionale della ricerca

Sono 183 le gallerie partecipanti, provenienti da 35 Paesi e quattro continenti, con 66 progetti monografici e 37 gallerie presenti per la prima volta. Numeri che restituiscono l’ampiezza di una manifestazione nella quale convivono realtà consolidate e giovani spazi impegnati nella sperimentazione. Il percorso si articola in sette sezioni. Alle quattro selezionate dal comitato delle gallerie, Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Editions, si affiancano le tre sezioni curate Present Future, Back to the Future e Disegni. New Entries accoglie 17 gallerie con meno di cinque anni di attività, offrendo un osservatorio sulle ricerche emergenti. Tra le proposte, Night Café di Londra presenta Mandy Franca, la cui pratica mette in relazione immaginario digitale e lavoro manuale attraverso il motivo ricorrente del cielo. La galleria IAH di Seoul debutta invece con le sculture di Yongju Kwon, che assume lo spessore, o zeppa, come elemento da cui sviluppare la propria indagine artistica.

Artissima 2026 © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

Le sezioni curate: emergenti, riletture storiche e disegno

Present Future, curata da Léon Kruijswijk e Joel Valabrega, presenta dieci artisti attraverso altrettante gallerie. Al centro della selezione si trova un’idea ampia di tecnologia, che comprende saperi artigianali, processi industriali, strumenti analogici e digitali. Scultura, installazione, video, performance e suono diventano modalità per affrontare questioni legate al lavoro, all’identità e alla convivenza. La relazione tra arte e società attraversa anche Back to the Future, affidata a Jacopo Crivelli Visconti e Heike Munder. La sezione riunisce progetti monografici di pionieri dell’arte contemporanea che, tra gli anni Trenta e Novanta, hanno espresso attraverso il proprio lavoro posizioni di dissenso e resistenza. La rilettura storica permette così di ritrovare nelle opere tensioni, aspirazioni e interrogativi ancora attuali.

Alla sua decima edizione, Disegni, curata da Irina Zucca Alessandrelli, propone i lavori di dieci artisti rappresentati da dieci gallerie. Il disegno viene valorizzato nella sua autonomia espressiva e nella varietà delle tecniche su carta, attraverso progetti concepiti come mostre personali.

Intelligenza artificiale e immaginari contemporanei

Nel programma di Artissima trovano spazio anche ricerche che interrogano il rapporto tra immagini, tecnologie e percezione della realtà. Per il secondo anno la fiera ospita anonymous art project, iniziativa nata in Giappone per sostenere gli artisti e favorirne il confronto internazionale. Tra i protagonisti figura il collettivo Rhizomatiks, fondato a Tokyo nel 2006, che presenta Recursive, un’installazione multimediale interattiva basata sull’intelligenza artificiale. Sputniko! propone invece A Sky of Infinite Wishes, un’installazione multimediale panoramica in continua evoluzione, attraverso la quale affronta il confine tra autenticità e costruzione artificiale nell’epoca degli universi generati dall’IA.

Accanto a queste esperienze, Alexa Kumiko Hatanaka presenta Crazy e Yakusugi, linoleografie incise e stampate a mano su carta tradizionale giapponese. L’accostamento permette di osservare come gli artisti lavorino con strumenti e temporalità differenti, facendo convivere processi computazionali, pratiche manuali e tradizioni materiali. Il confronto con l’immaginario digitale prosegue in città. All’ex Giardino Zoologico, nel Parco Michelotti, il duo Hedda Roman presenta I Left Something in the Woods (2025), proiettato sulla facciata dell’edificio che un tempo ospitava giraffe ed elefanti. Nel cortometraggio, figure umane, presenze scheletriche e strutture cristalline attraversano ambienti instabili, in una sequenza che mette in tensione memoria, apparizione e scomparsa. Nella pratica del duo, composto da Hedda Schattanik e Roman Szczesny, l’IA generativa costituisce un medium attraverso cui interrogare i costrutti dell’identità e della realtà.

Artissima 2026 © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

Curatela e collezioni pubbliche

Tra le novità dell’edizione figura The Curators’ Choice, programma sostenuto dalla Fondazione Arte CRT e dedicato all’incontro tra curatori internazionali e gallerie. I professionisti invitati sono chiamati a individuare una galleria precedentemente non conosciuta, riconoscendo attraverso una menzione speciale il valore della sua proposta. L’iniziativa pone l’accento sulla scoperta e sulla possibilità di costruire relazioni professionali a partire dall’osservazione diretta delle opere. In questo contesto, lo sguardo curatoriale contribuisce a dare visibilità a ricerche che possono trovare ulteriori occasioni di sviluppo nel circuito istituzionale.

La Fondazione Arte CRT conferma inoltre un budget di 300.000 euro per nuove acquisizioni destinate alle collezioni della GAM e del Castello di Rivoli. Un intervento che collega il mercato alla crescita del patrimonio pubblico e alla possibilità di rendere le opere accessibili nel tempo.

Poesia, editoria e produzione artistica

Il rapporto con Torino emerge anche in Moltitudini, progetto sviluppato nell’ambito di IDENTITY, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo. La poetessa Laura Accerboni entra in dialogo con sei artisti attivi in città: Guglielmo Castelli, Sara Enrico, Giorgio Griffa, Tom Johnson, Marzia Migliora e Laura Pugno. La residenza si sviluppa attraverso incontri e scambi tra poesia e arti visive, restituendo una prospettiva sulla comunità artistica torinese. Con MADE IN, a cura di Sonia Belfiore, Artissima presenta invece le opere nate dalla quarta edizione delle residenze d’artista in azienda, realizzate con il sostegno della Camera di commercio di Torino. Il progetto offre agli artisti l’opportunità di confrontarsi con materiali, competenze e processi produttivi, aprendo un dialogo concreto tra ricerca e impresa. All’editoria è dedicato WoW – Worlds of Words, che riunisce riviste, pubblicazioni e un programma di incontri curato da Francesca Spiller. Le tre giornate affrontano i temi Sguardi sull’altro, Pensiero acrobatico e Immaginazione pubblica, sviluppando il riferimento alla fancy attraverso il confronto tra artisti, editori, ricercatori e curatori.

Oltre l’Oval: l’arte attraversa Torino

Alle Gallerie d’Italia – Torino, la rassegna No Future, curata da Alice Motard, riunisce film e video d’artista realizzati tra il 2000 e il 2026. La mostra affronta la difficoltà di immaginare un futuro condiviso, attraversando le trasformazioni dell’economia globale, le crisi democratiche, il rapporto tra tecnologie e politica e l’accelerazione della crisi ecologica. Il programma cittadino comprende inoltre un intervento di Franco Mazzucchelli al Principi di Piemonte, dove una scultura in PVC e aria modifica la percezione del Salone delle Feste, e Vehicles di Iris Touliatou sulla Pista 500 della Pinacoteca Agnelli. Alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Louis Morlæ, vincitore del Premio illy Present Future 2025, presenta la sua prima personale italiana, a cura di Leonardo Pietropaolo, proseguendo la ricerca sul rapporto tra futuro e nuove tecnologie.

Artissima 2026 © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

Tra l’Oval e gli spazi della città, il tema dell’immaginazione assume così forme diverse: possibilità di comprendere l’altro, strumento di critica, occasione per ripensare la relazione con le immagini e con i luoghi. È in questo esercizio, insieme sensibile e conoscitivo, che Artissima 2026 invita a riconoscere una delle funzioni pubbliche dell’arte.

Informazioni

Artissima 2026 – Fancy: A Flexible, Acrobatic Body
30 ottobre – 1° novembre 2026
Oval Lingotto Fiere, via Giacomo Mattè Trucco 70, Torino
Venerdì e sabato: 12.00-20.00. Domenica: 11.00-19.00.
Biglietto intero: 24 euro. Ingresso gratuito per bambini fino a 11 anni, persone con disabilità e accompagnatore.
www.artissima.art