Radici 2026: a Torino il festival che interroga identità, memoria e appartenenza

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Radici 2026: a Torino il festival che interroga identità, memoria e appartenenza
Radici 2026: a Torino il festival che interroga identità, memoria e appartenenza

Dal 12 al 15 novembre torna la quarta edizione di Radici, il festival ideato dalla Fondazione Circolo dei lettori e curato da Giuseppe Culicchia. Quattro giorni di incontri tra letteratura, cinema, arte, filosofia e intelligenza artificiale per riflettere sul rapporto tra passato e presente e sulle trasformazioni dell’identità contemporanea.

Che cosa significa oggi appartenere a un luogo, a una cultura, a una comunità? Quanto della nostra identità è determinato dalle radici e quanto, invece, dalle esperienze e dalle trasformazioni che attraversiamo? Sono alcune delle domande al centro della quarta edizione di Radici, il festival dell’identità (coltivata, negata, ritrovata), in programma dal 12 al 15 novembre 2026 a Torino e in Piemonte.

Ideato dalla Fondazione Circolo dei lettori, con la curatela di Giuseppe Culicchia e il contributo della Regione Piemonte – Assessorato all’Emigrazione, il festival propone un calendario che attraversa linguaggi e discipline differenti, mettendo in dialogo storie individuali e collettive, eredità culturali e interrogativi del presente. Inserito nella stagione 2026/2027 della Fondazione, intitolata Intelligenza Naturale, Radici invita a riflettere sul significato dell’appartenenza in un mondo caratterizzato da profonde trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche.

L’identità tra memoria personale e storia collettiva

Il festival si apre idealmente il 6 novembre con Giovanni Lindo Ferretti, protagonista dell’incontro Le mie radici: dall’Appennino a Ulan Bator passando per la DDR e ritorno, in dialogo con Marco Belpoliti. Un viaggio attraverso la storia personale e artistica del fondatore dei CCCP, CSI e P.G.R., tra musica, teatro, geografie e memoria. Nel programma trovano spazio alcune importanti voci della letteratura e del pensiero contemporaneo. Da Andrea Marcolongo, che il 12 novembre esplorerà il rapporto tra mitologia classica e immaginario dei supereroi, a John Niven, atteso il 14 novembre con il romanzo Padri nostri, fino a Maura Gancitano, che il 15 novembre presenterà Animali narrativi, dedicato al ruolo delle storie nella costruzione della nostra identità.

Un percorso che attraversa anche il tema della migrazione, della memoria familiare e del rapporto con i territori d’origine. Tra gli appuntamenti, l’incontro con la fotografa Paola Agosti, previsto l’11 novembre a Frossasco, dedicato alle comunità piemontesi emigrate in Argentina.

Intelligenza artificiale ed etica: quale identità nell’era digitale?

Particolarmente interessante è lo spazio dedicato all’intelligenza artificiale, una tecnologia che sta trasformando non soltanto le modalità di produzione e circolazione dei contenuti, ma anche il nostro rapporto con la conoscenza e con i processi decisionali. Venerdì 13 novembre lo scrittore e chimico Marco Malvaldi sarà protagonista di due appuntamenti. Il primo, La scimmia alla tastiera, rivolto alle scuole, prenderà spunto dal saggio Scimmia Sapiens per affrontare il funzionamento dell’intelligenza artificiale e le possibilità offerte dai chatbot.

Nel pomeriggio, Malvaldi dialogherà con il filosofo Filippo Santoni de Sio, con la partecipazione di Elena Miglietti, nell’incontro C’è posto per l’etica nell’IA?. Una domanda centrale nel dibattito contemporaneo, che invita a riflettere sulle opportunità e sui limiti delle nuove tecnologie e sulle conseguenze della loro crescente presenza nella vita quotidiana. Il confronto tra cultura umanistica e innovazione tecnologica ritornerà anche domenica 15 novembre con Gian Luigi Beccaria e il suo libro La forza dell’inutile, una riflessione sul valore delle discipline umanistiche in una società sempre più orientata alla tecnologia, alla finanza e all’intelligenza artificiale.

Arte contemporanea: il significato della bellezza e il rapporto con il passato

Tra gli appuntamenti di maggiore interesse per il pubblico di Notiziarte si segnala l’incontro La bellezza residua nell’arte contemporanea, in programma domenica 15 novembre alle ore 18, con Angelo Crespi. Al centro della riflessione, l’evoluzione del concetto di bellezza, il rapporto tra arte e mercato e le trasformazioni del linguaggio artistico contemporaneo. Questioni che attraversano il dibattito critico attuale e invitano a interrogarsi sul ruolo dell’esperienza estetica nella società contemporanea. Sempre domenica, l’incontro con Emanuele Ertola, autore di Tracce fasciste, affronterà il rapporto tra il presente e l’eredità materiale del fascismo, attraverso monumenti, edifici, opere d’arte e luoghi della memoria.

Un tema che apre una riflessione sul patrimonio culturale e sulle responsabilità della sua conservazione e interpretazione: che cosa significa custodire le tracce del passato quando queste appartengono a una storia controversa? E come possono i luoghi della cultura contribuire a costruire una memoria consapevole?

Cinema e narrazione: da Edgar Reitz a Hugo Pratt

Il cinema occupa uno spazio significativo nel programma, a partire dall’incontro del 15 novembre con il regista tedesco Edgar Reitz, in videocollegamento con Carlo Chatrian, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. L’appuntamento, Il significato della parola «Heimat», ripercorrerà il monumentale progetto cinematografico Heimat, nel quale la storia della Germania del Novecento si intreccia alle vicende personali, alla memoria e al senso di appartenenza. Torna inoltre la rassegna Radici di Mezzanotte, realizzata in collaborazione con Aiace Torino al Cinema Romano. Tre film per esplorare identità culturali, conflitti sociali e trasformazioni urbane: My Beautiful Laundrette di Stephen Frears, Fuori orario di Martin Scorsese e Do the Right Thing di Spike Lee.

Anche il fumetto trova spazio nel festival attraverso l’universo narrativo di Hugo Pratt. Sabato 14 novembre Marco Steiner e Fabrizio Paladini presenteranno i volumi Ulisse, Simbad ed Ercole, mentre domenica 15 novembre sarà la volta di Igort e Marco Steiner, protagonisti dell’incontro Il ritorno di Corto Maltese. Un’occasione per riflettere sulla capacità dei personaggi e degli immaginari artistici di attraversare le generazioni, rinnovandosi attraverso nuovi linguaggi.

Le radici come strumento per interpretare il presente

L’identità non è un patrimonio immobile, ma un processo in continua trasformazione. È proprio questa tensione tra permanenza e cambiamento a emergere dal programma di Radici, dove il passato non rappresenta soltanto qualcosa da conservare, ma anche una chiave per comprendere il presente. Dalla memoria delle migrazioni al ruolo delle narrazioni, dalle questioni etiche sollevate dall’intelligenza artificiale alle trasformazioni del linguaggio artistico, il festival propone differenti prospettive su un tema che riguarda profondamente la cultura contemporanea. In un’epoca nella quale tecnologie, mobilità e nuove forme di comunicazione ridefiniscono continuamente il nostro rapporto con il mondo, interrogarsi sulle radici significa anche riflettere su ciò che scegliamo di ricordare, trasmettere e trasformare.

Informazioni Utili

Radici – Il festival dell’identità (coltivata, negata, ritrovata)
Quarta edizione | 12–15 novembre 2026
Anteprime: 30 ottobre, 6 e 11 novembre
Torino e Frossasco (Piemonte)

A cura di Giuseppe Culicchia
Ideato dalla Fondazione Circolo dei lettori
Con il contributo della Regione Piemonte – Assessorato all’Emigrazione

Programma e informazioni: www.circololettori.it