I Gatti nell’Arte: 5 quadri famosi con un gatto protagonista

Lorenzo Lotto, L’Annunciazione di Recanati

La Annunciazione di Recanati, olio su tela (166×114 cm) di Lorenzo Lotto, databile al 1534 circa e conservato nel Museo civico Villa Colloredo Mels a Recanati.

Nell’Annunciazione di Recanati, uno dei dipinti più famosi del Maestro Lorenzo Lotto, nel centro del quadro compare un gatto. Questo capolavoro della Storia dell’Arte vuole rappresentare lo stupore di Maria nel momento dell’arrivo dell’Angelo dell’Annunciazione. E proprio il gatto enfatizza questa sensazione di sorpresa nel dipinto con la sua postura – acquisendo qui anche una valenza simbolica del maligno in fuga dal divino. Il gatto quindi ha qui una valenza realistica e simbolica.

Federico Barocci, Madonna della Gatta

Federico Barocci, Madonna della Gatta, 1598 circa, olio su tela, 233 x 179 cm. Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti

Restiamo nel ‘500 per analizzare un altro dipinto in cui il gatto ha un ruolo centrale. Nel Capolavoro di Federico Barocci, “la Madonna della Gatta”, troviamo una diversa simbologia del felino rispetto al dipinto Lotto. Qui infatti è rappresentata nel centro della tela una gatta in procinto di allattare i suoi cuccioli – per enfatizzare la simbologia di Maria, madre di Gesù. Un quadro teatrale e di indiscussa sensibilità: un capolavoro della Storia dell’Arte.

Chardin, Gatto con trancio di salmone, due sgombri, mortaio e pestello

Chardin, Gatto con trancio di salmone, due sgombri, mortaio e pestello, 1728, Olio su tela, cm 79,5 x 63
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

Jean-Baptiste-Siméon Chardin, pittore parigino nato nel 1699, deve la sua fama alle sue straordinarie Nature Morte. Pittore del silenzio con una pennellata di rara eleganza e armonia. Nel 1728 fu accolto nell’Accademia, come pittore “nel genere degli animali e della frutta”. Questo dipinto pare essere uno scatto rubato: la sua compostezza formale lo rende un capolavoro. “Prendo tempo, perché mi sono fatto l’ abitudine di lasciare le mie opere solo quando, secondo i miei occhi, non hanno più nulla da desiderare, e diventerò a questo proposito più rigoroso che mai”.

Giovanni Boldini, Ragazza con gatto nero in braccio

Giovanni Boldini, Ragazza con gatto nero in braccio, olio su tela, 1885, Collezione Privata

Boldini, nel corso della sua carriera artistica, ha dato vita ad una pittura ritrattistica unica e “alla moda”, coniugando il suo deciso tratto pittorico ad una sublime eleganza e raffinatezza. In questo dipinto Boldini ritrae una ragazza con un grande gatto nero – nella sua spensieratezza e dolcezza. Questo gatto dagli occhi grandi è un capolavoro di pennellate e il suo sguardo fisso verso lo spettatore è ci lascia una sensazione a metà tra fierezza ed eleganza.

Paul Klee, Gatto e Uccello

Gatto e uccello, Paul Klee, 1928, olio e inchiostro su garza, 38,8 x 53,4 cm, Museum of Modern Art di New York

Capolavoro della rappresentazione del Gatto nell’Arte è sicuramente questo dipinto su garza di Paul Klee. Protagonista dell’arte del XX secolo, Paul Klee sintetizza qui l’immagine di un felino – tra suggestione naturalistica e applicazione della teoria del colore. Una straordinaria ricerca cromatica unitamente ad una rappresentazione astratta – tra arte infantile e sogno – che rende unica quest’opera. La sensibilità che ha usato Klee per questo dipinto è palpabile: è un gatto “cosmico” quasi magnetico. L’artista amava i gatti e ne aveva 3 gatti: Nuggi “lo spirito della casa”, Fritzi il “dio felino” e uno splendido gatto bianco chiamato Bimbo, che visse con Klee negli ultimi 10 anni della sua vita.

 

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