Curato da Chiara Canali e pubblicato da Jaca Book, il volume riunisce alcune delle principali voci italiane e internazionali impegnate nel rapporto tra arte, tecnologie e Intelligenza Artificiale
La trasformazione digitale non ha modificato soltanto gli strumenti con cui l’arte viene prodotta e diffusa. Ha cambiato la natura stessa delle opere, le modalità di esposizione, conservazione e archiviazione e, soprattutto, il ruolo di chi è chiamato a interpretarle, selezionarle e presentarle al pubblico.
A questa nuova figura professionale è dedicato Professione «Digital Art Curator». Dalla new media art all’Intelligenza Artificiale, volume curato da Chiara Canali e pubblicato da Jaca Book. Il libro si presenta come il primo strumento organico di studio, orientamento e posizionamento critico per chi opera nel territorio in continua espansione della curatela artistica digitale, ma anche per studenti, artisti, storici dell’arte, professionisti museali e appassionati di arte e beni culturali.
Non si tratta soltanto di un manuale operativo. Il volume costruisce una riflessione ampia e interdisciplinare sulle trasformazioni che stanno attraversando il sistema dell’arte: dalla new media art alle pratiche interattive e immersive, dalla digitalizzazione del patrimonio fino alle più recenti sperimentazioni legate all’Intelligenza Artificiale.
Una professione in trasformazione
Il digital art curator non è semplicemente un curatore che utilizza strumenti tecnologici o organizza mostre online. È una figura capace di comprendere la specificità estetica, tecnica e culturale delle opere digitali, di dialogare con artisti, programmatori, sviluppatori e istituzioni e di affrontare questioni nuove relative all’autorialità, alla conservazione, all’obsolescenza tecnologica, ai dati e alla partecipazione del pubblico. Di fronte a opere generate attraverso algoritmi, installazioni interattive, ambienti virtuali e progetti basati su dataset e sistemi generativi, la curatela non può limitarsi ad applicare modelli elaborati esclusivamente per l’opera analogica. Il curatore è oggi chiamato a rendere leggibili anche i processi invisibili che stanno dietro le immagini: il funzionamento dei software, la provenienza dei dati, il rapporto tra input e output, il ruolo dell’interazione e le relazioni tra artista, macchina e pubblico. In questo scenario, la tecnologia non deve essere presentata come semplice spettacolo o come elemento accessorio, ma inserita all’interno di una visione critica, storica e culturale. Proprio qui emerge il valore del volume: offrire strumenti per comprendere il cambiamento senza cedere né all’entusiasmo acritico né al rifiuto pregiudiziale dell’innovazione.
Dalla new media art all’Intelligenza Artificiale
Il sottotitolo del libro indica con chiarezza l’ampiezza del percorso affrontato. Le attuali sperimentazioni con l’Intelligenza Artificiale vengono collocate all’interno di una genealogia più lunga, che comprende l’arte elettronica, la programmazione, la comunicazione in rete, l’interattività, la realtà virtuale e gli ambienti immersivi e chiaramente l’evoluzione del mondo digital. Questa prospettiva storica è essenziale per evitare che l’IA venga percepita come un fenomeno improvviso e isolato. Le pratiche generative contemporanee raccolgono e trasformano domande che attraversano da decenni l’arte digitale: quale ruolo assume la macchina nel processo creativo? Come cambia l’autorialità? In che modo il pubblico partecipa alla costruzione dell’opera? Come è evoluta la curatela nel mondo digitale negli ultimi decenni? Quali sono le riflessioni degli artisti – veri protagonisti di questi movimenti della New Media Art? Il volume esamina inoltre la digitalizzazione del patrimonio storico-artistico, le nuove forme di narrazione e mediazione, le possibilità di archiviazione e diffusione e il futuro delle istituzioni culturali in un contesto sempre più ibrido. Illustrazioni, immagini e rimandi interattivi ampliano la dimensione testuale, restituendo la pluralità dei linguaggi e delle esperienze affrontate.
Un’opera corale
Uno degli elementi di valore di Professione «Digital Art Curator» è la pluralità delle voci coinvolte. Il libro riunisce critici, storici dell’arte, artisti, curatori e professionisti provenienti da ambiti differenti, costruendo un confronto tra teoria, pratica artistica, ricerca tecnologica, progettazione espositiva e mediazione culturale.
Accanto alla curatrice Chiara Canali, il volume presenta contributi di Paolo Berti, Federica Bertini, Valerio Calabrese, Pier Luigi Capucci, Valentino Catricalà, Davide Maria Coltro, Daniela Cotimbo, Alfredo Cramerotti, Stella D’Argenzio, Stefania De Vincentis, Francesco D’Isa, Stefano Fake, Silvio Giordano, Joris Jaccarino, Kamilia Kard, Laura Marcolini di Studio Azzurro, Vincenzo Marsiglia, Francesco Maria Orsolini, Chiara Passa, Rebecca Pedrazzi, Marco Pizzini, Domenico Quaranta, Martin Romeo, Irene Russo, Davide Sarchioni, Auronda Scalera, Simona Spinella, Serena Tabacchi, Fabio Viola e Massimiliano Zane.
Questa coralità consente di restituire la complessità della curatela digitale, che non può essere affrontata da un solo punto di vista disciplinare. Il libro mette infatti in relazione le esperienze di chi studia i diversi movimenti artistici dell’era digitale, artisti, curatori e diversi professionisti del settore.
Who’s Who: L’autrice Chiara Canali
Critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente, Chiara Canali ha dedicato gran parte della propria ricerca alle nuove tendenze dell’arte contemporanea, con particolare attenzione ai new media, alle tecnologie digitali e interattive e, più recentemente, all’Intelligenza Artificiale. Dottore di ricerca in Scienze Umane presso l’Università degli Studi di Perugia, è autrice di Tecno-socialità. Partecipazione e interattività nell’arte contemporanea e coautrice del volume L’opera d’arte nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, pubblicato da Jaca Book nel 2024. Ha curato mostre e progetti dedicati ad alcuni dei protagonisti dell’arte digitale, tra cui Studio Azzurro, Davide Maria Coltro, Vincenzo Marsiglia e Giuliana Cunéaz. Dal 2016 è direttrice artistica di Parma 360 Festival della creatività contemporanea e dal 2025 dirige il percorso di formazione sulla Curatela Artistica Digitale del progetto AIRFARE della Basilicata Digital Academy. È inoltre membro del Comitato scientifico del Centro di Ricerca PRISMA dell’Università eCampus e insegna Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università eCampus e l’Accademia del Lusso di Milano.
