MEET Digital Culture Center presenta il catalogo del progetto realizzato per la Porta di Milano dell’Aeroporto di Malpensa. Un’occasione per ripercorrere la ricerca dell’artista tra vertigine urbana, realtà virtuale e costruzione di nuovi spazi percettivi
Mercoledì 8 luglio 2026, alle ore 18.30, MEET Digital Culture Center di Milano ospita la presentazione del catalogo di UPRISE, il progetto di Fabio Giampietro realizzato per la Porta di Milano dell’Aeroporto di Milano Malpensa.
Pubblicato da Moebius Edizioni, il volume documenta l’installazione attraverso immagini, contributi critici e materiali di backstage, ricostruendo il percorso che ha condotto l’artista dalla superficie pittorica alla creazione di un ambiente immersivo di grande scala. UPRISE è stato presentato come sesto appuntamento di NICE TO MEET YOU, il programma promosso da SEA Aeroporti Milano e curato da MEET Digital Culture Center, nato per portare la ricerca artistica digitale italiana all’interno di uno dei principali luoghi di transito internazionale. Il catalogo non rappresenta soltanto la documentazione conclusiva di un progetto espositivo. Consente piuttosto di osservare da vicino uno dei passaggi centrali nella ricerca di Fabio Giampietro: la progressiva trasformazione dell’immagine in uno spazio percorribile, capace di coinvolgere fisicamente e percettivamente lo spettatore.
Dalla città dipinta alla città attraversata
Da oltre vent’anni Fabio Giampietro costruisce paesaggi urbani caratterizzati da prospettive instabili, architetture monumentali e punti di vista vertiginosi. Le sue città sembrano estendersi oltre i limiti della tela, attirando lo sguardo verso profondità potenzialmente infinite. Alla base di questa ricerca vi è una particolare tecnica pittorica sottrattiva. L’artista lavora spesso su superfici scure, facendo emergere progressivamente la luce e le forme attraverso la rimozione del colore. L’immagine non viene quindi costruita soltanto per accumulazione, ma anche attraverso un processo di scavo, erosione e apertura dello spazio. Ne derivano metropoli dense e sospese, nelle quali la tradizionale organizzazione prospettica viene sottoposta a continue torsioni. Il punto di vista non è mai realmente stabile: lo spettatore è posto in una posizione di equilibrio precario, come se si trovasse sul margine di un edificio o all’interno di una struttura in movimento.
L’utilizzo della realtà virtuale, del video e delle tecnologie immersive ha permesso a Giampietro di sviluppare ulteriormente questa tensione già presente nella pittura. Lo spazio rappresentato diventa così un ambiente da esplorare, mentre la vertigine visiva si trasforma in un’esperienza corporea.
Come afferma lo stesso artista:
«Mi interessa il momento in cui un’opera smette di essere un’immagine da osservare e diventa un luogo da attraversare. UPRISE nasce proprio da questa idea di passaggio: dalla pittura allo spazio, dalla superficie all’esperienza, dal reale all’immaginato».
The Lift, il nucleo originario di UPRISE
La serata al MEET si aprirà con la proiezione di The Lift, l’installazione immersiva realizzata da Fabio Giampietro per il centro milanese nel 2022 e divenuta il nucleo originario di UPRISE. L’opera conduce il pubblico in un’ascesa verticale attraverso un sistema di architetture impossibili. Lo spazio urbano perde progressivamente ogni funzione riconoscibile e si trasforma in un organismo visivo in continua espansione.
L’ascensore evocato dal titolo non è soltanto un mezzo di trasporto, ma un dispositivo percettivo. Il movimento verticale modifica continuamente il punto di osservazione e rende instabile il rapporto tra alto e basso, interno ed esterno, costruzione e vuoto. In questo passaggio, la città non viene più presentata come un luogo ordinato e razionalmente abitabile. Diventa piuttosto un’immagine mentale, una struttura sospesa tra memoria urbana, immaginazione e simulazione digitale. UPRISE amplia questa intuizione e la trasferisce nella scala pubblica della Porta di Milano, facendo dialogare l’opera con il flusso costante dei viaggiatori, con l’architettura aeroportuale e con la condizione contemporanea del transito.
L’aeroporto come spazio dell’esperienza artistica
La collocazione dell’opera all’interno dell’Aeroporto di Malpensa costituisce un elemento essenziale del progetto. Un aeroporto è per definizione un luogo di passaggio: uno spazio regolato da partenze, arrivi, attese, attraversamenti e continue trasformazioni del punto di vista. Inserire al suo interno un’opera fondata sull’ascesa, sulla vertigine e sulla ridefinizione della percezione significa costruire una relazione diretta tra il linguaggio dell’installazione e l’esperienza reale del pubblico. UPRISE non occupa quindi semplicemente uno spazio espositivo non convenzionale. Interviene all’interno di un ambiente caratterizzato da una forte dimensione temporale e narrativa, nel quale ogni persona si trova già in una condizione di movimento.
La monumentalità del videowall della Porta di Milano permette inoltre all’immagine di superare la dimensione individuale del quadro e di confrontarsi con un pubblico ampio, eterogeneo e spesso non abitualmente coinvolto nei circuiti dell’arte contemporanea. Il progetto mette così in evidenza una delle possibilità più interessanti offerte dall’arte digitale negli spazi pubblici: la capacità di inserirsi nei luoghi della quotidianità senza limitarsi alla funzione decorativa, ma modificandone temporaneamente la percezione.
Il catalogo come dispositivo di rilettura
Il volume pubblicato da Moebius Edizioni raccoglie immagini dell’installazione, testi critici e materiali relativi alla produzione dell’opera. La presentazione al MEET offrirà l’occasione per ripercorrere le diverse fasi del progetto e per comprendere il lavoro tecnico e creativo necessario alla sua realizzazione.
Interverranno Maria Grazia Mattei, presidente di MEET Digital Culture Center, Chiara Alberghina per SEA Aeroporti Milano, Luciano Bolzoni e Fabio Giampietro.
A seguire, Matteo Ceschi, Alessandro Branca ed Etan Genini, CEO di ValuArt, accompagneranno il pubblico dietro le quinte dell’installazione, approfondendo il processo di traduzione dell’immaginario pittorico di Giampietro in un’opera digitale immersiva. ValuArt ha collaborato allo sviluppo delle opere digitali dell’artista, contribuendo alla definizione di un processo produttivo nel quale tecnologia e visione autoriale non vengono considerate come dimensioni separate. Il backstage assume, in questo senso, un valore particolarmente rilevante. Le installazioni immersive vengono spesso percepite dal pubblico come esperienze immediate e quasi spontanee, mentre la loro realizzazione richiede una complessa interazione tra ricerca artistica, modellazione, animazione, progettazione dello spazio, programmazione e adattamento ai dispositivi di visualizzazione.
Il catalogo rende visibile proprio questa stratificazione, mostrando come il passaggio dalla pittura al digitale non coincida con l’abbandono del linguaggio precedente, ma con la sua espansione.
Una ricerca tra materia pittorica e tecnologie digitali
Nato a Milano nel 1974, Fabio Giampietro ha sviluppato una pratica capace di mettere in relazione pittura, realtà virtuale, video e, più recentemente, intelligenza artificiale. Pur attraversando strumenti e tecnologie differenti, il centro della sua ricerca rimane il rapporto tra lo spettatore e lo spazio rappresentato. La tecnologia non interviene come semplice effetto spettacolare, ma come possibilità di prolungare una riflessione nata all’interno della pittura. La realtà virtuale consente infatti di entrare fisicamente nelle architetture che, nei dipinti, apparivano già sul punto di oltrepassare la superficie. Il digitale rende esplorabile una tensione spaziale precedentemente affidata soltanto allo sguardo. Giampietro ha esposto a Palazzo Reale di Milano, alla Biennale di Venezia e in diverse istituzioni internazionali tra Shanghai, Wuhan, Miami, Los Angeles, Londra, Berlino e Toronto. Nel 2017 ha ricevuto il Lumen Prize Gold Award, riconoscimento internazionale dedicato alle pratiche artistiche sviluppate attraverso le tecnologie digitali.
NICE TO MEET YOU e l’arte digitale nei luoghi di transito
Avviato nel 2019, NICE TO MEET YOU è il programma espositivo di SEA Aeroporti Milano curato da MEET Digital Culture Center. Il progetto commissiona opere site-specific ad artisti italiani che utilizzano i linguaggi digitali come strumenti di ricerca, trasformando il grande videowall della Porta di Milano in una piattaforma dedicata alla creatività contemporanea. Tra i protagonisti delle precedenti edizioni figurano Streamcolors, fuse*, Chiara Luzzana, Carlo Stanga e Mauro Martino.
La continuità del programma permette di leggere l’aeroporto non soltanto come infrastruttura logistica, ma anche come luogo di mediazione culturale. L’arte entra in relazione con pubblici internazionali, con tempi di attenzione differenti e con una fruizione spesso imprevedibile, lontana dalle modalità più codificate del museo o della galleria.
In questo contesto, UPRISE trova una collocazione particolarmente coerente. L’opera di Giampietro nasce infatti dal desiderio di superare la posizione frontale dello spettatore, trasformando l’immagine in soglia, ambiente e possibilità di attraversamento. La presentazione del catalogo al MEET restituisce ora al progetto una dimensione di analisi e approfondimento. Dopo l’impatto monumentale dell’installazione di Malpensa, il libro permette di rallentare lo sguardo, osservare il processo e ricostruire il dialogo tra pittura, tecnologie immersive e spazio pubblico.
Al termine dell’incontro, Fabio Giampietro incontrerà il pubblico per il firmacopie del volume.
Informazioni Utili
UPRISE. Presentazione del catalogo di Fabio Giampietro
Mercoledì 8 luglio 2026, ore 18.30
MEET Digital Culture Center
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
