NotiziArte

BEYOND CODES: ambienti, umanità e tecnologie oltre i limiti dei linguaggi

BEYOND CODES

BEYOND CODES

Nel contesto delle più attuali riflessioni sul rapporto tra arte, tecnologia e società, la mostra BEYOND CODES: ambienti, umanità e tecnologie oltre i limiti dei linguaggi, a cura di Lino Strangis, si inserisce come un dispositivo critico e al tempo stesso esperienziale. L’evento, ospitato presso lo spazio Ex Paretra di Carrara dal 23 al 30 aprile 2026, nasce all’interno del progetto C.O.M. – COM.UNITÀ DELL’ARTE DIFFUSA (City Open Museum), una piattaforma che ridefinisce il concetto stesso di museo, trasformandolo in rete, ambiente e processo condiviso.

Promosso dall’Accademia di Belle Arti di Carrara e sostenuto dal PNRR, C.O.M. coinvolge diciotto istituzioni tra accademie, università e conservatori, delineando una costellazione di pratiche interdisciplinari in cui arte, ricerca e tecnologie convergono. Non si tratta di un semplice contenitore espositivo, ma di un sistema aperto, capace di attivare relazioni tra territori e comunità, superando i confini tradizionali dello spazio museale per configurarsi come una geografia dinamica e diffusa.

È in questo scenario che si colloca BEYOND CODES, progetto sviluppato da Lino Strangis in collaborazione con Igor Imhoff e gli studenti della Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte. L’intervento si distingue per una scelta significativa: la riconversione di un ex supermercato nel centro storico di Carrara in ambiente immersivo e multidimensionale. Un luogo un tempo destinato al consumo viene così trasformato in spazio di produzione simbolica, in cui l’immaginario contemporaneo si costruisce attraverso linguaggi tecnologici e pratiche partecipative.

Questa operazione assume un valore non solo estetico ma anche culturale e politico: la riattivazione di spazi dismessi si configura come gesto di rigenerazione urbana e sociale, in linea con una riflessione sempre più urgente sul riuso e sulla sostenibilità dei contesti urbani.

Ecologie tecnologiche e immaginari contemporanei

Al centro del percorso espositivo si colloca l’installazione La notte delle lucciole resistenti di Lino Strangis. Si tratta di un ambiente interattivo basato su una videoproiezione multipla di un ecosistema 3D in tempo reale, sensibile al suono. Lo spettatore non è più osservatore ma agente: la sua presenza modifica l’opera, attivando una relazione diretta tra corpo, spazio e immagine.

L’opera mette in scena una città distrutta, attraversata da scenari di conflitto, evocando una dimensione distopica che riflette tensioni contemporanee. In questo contesto emerge un elemento inatteso: il ritorno delle lucciole, chiaro riferimento pasoliniano a un ecosistema perduto. Qui la natura non è semplice sfondo ma segnale critico, metafora di resilienza e possibilità. L’intervento si arricchisce grazie al contributo degli studenti del corso di Realtà Virtuali e Paradigmi della Complessità, che introducono un livello di realtà aumentata. Attraverso visori, il pubblico può accedere a un paesaggio virtuale che reintroduce la dimensione del bosco, ristabilendo un dialogo tra ambiente naturale e spazio artificiale.

Questa sovrapposizione di livelli riflette una condizione tipica della contemporaneità: l’ibridazione tra sistemi biologici e tecnologici, in cui le tecnologie non sono semplici strumenti ma ambienti cognitivi che ridefiniscono percezione ed esperienza.

Performatività e interazione

BEYOND CODES si configura anche come ambiente performativo. Durante l’inaugurazione del 23 aprile, Strangis attiverà una performance audiovisiva in dialogo con l’installazione, insieme a Emanuele Baccigalupi, Giordano Bonomo Conti e Veronica D’Auria. Il gesto performativo diventa qui interfaccia tra umano e sistema tecnologico, evidenziando il ruolo centrale del corpo nell’ecosistema digitale. In questo contesto, è fondamentale ribadire come ogni sistema tecnologico resti espressione di una progettualità umana: un intreccio tra idea e tecnica, tra pensiero e dispositivo.

La parola al curatore Lino Strangis: “L’intersezione tra le nuove tecnologie e la dimensione performativa acquisisce a mio avviso una rilevanza sempre maggiore per quanto riguarda le misure necessarie a rimodulare adeguatamente la definizione di “essere umano” dopo il primo quarto di secolo del nuovo millennio. In questa prospettiva gli artisti che lavorano sugli incroci tra realtà virtuali e corpo fisico (nelle sue molteplici funzioni) operano su un nodo semantico ed esperienziale estremamente promettente ma che gli artisti devono interpretare con lo giusto sguardo critico e portato al detournament che ha caratterizzato tutte le arti d’avanguardia.”

Linguaggi in trasformazione: il contributo di Igor Imhoff

Nella seconda sala, Igor Imhoff presenta una rilettura di Così fan tutte di Mozart attraverso un sistema di intelligenze artificiali progettato con attenzione alla sostenibilità energetica. L’opera rielabora in tempo reale testi e strutture musicali, adattandosi alle condizioni ambientali e alla presenza del pubblico. Il codice diventa qui materia fluida, sistema aperto capace di generare nuove configurazioni semantiche. Non una sostituzione dell’autore, ma una ridefinizione del processo creativo, che si distribuisce tra umano e macchina ampliando il campo delle possibilità espressive.

Verso una comunità intermediale

Il progetto si completa con una tavola rotonda, prevista per il 24 aprile presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, concepita come laboratorio di riflessione sulle relazioni tra atto performativo e sistemi intermediali interattivi. Interverranno studiosi ed esperti di media art e media performance, tra cui Rebecca Pedrazzi, Anna Maria Monteverdi, Caterina Tomeo e Maurizio Marco Tozzi. Il confronto porrà al centro il ruolo del gesto umano nel dialogo con le tecnologie e le macchine contemporanee, evidenziando come, anche nei contesti più avanzati di sperimentazione, la dimensione corporea e percettiva resti elemento fondante nella costruzione dell’esperienza estetica.

BEYOND CODES restituisce un’immagine complessa del presente: un tempo in cui gli ambienti tecnologici non sono separati dalla dimensione umana, ma ne costituiscono una estensione. La mostra invita a riflettere su come abitiamo questi spazi e su quali responsabilità emergono nel rapporto tra innovazione, società e ambiente. In un’epoca segnata dalla crisi climatica e dalla trasformazione dei sistemi sociali, il dialogo tra natura e tecnologia si configura come uno dei nodi centrali della ricerca artistica contemporanea.

Informazioni

Ex Paretra, via Beccheria 5, Carrara
Dal 23 al 30 aprile 2026
Inaugurazione: 23 aprile 2026, ore 18:30
Orari mostra: tutti i giorni, 16:00–19:00

Exit mobile version