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I tesori della biblioteca di Casamari, il gioiello gotico costruito dai monaci cistercensi

Biblioteca statale del Monumento nazionale di Casamari © Beniculturali

Biblioteca statale del Monumento nazionale di Casamari © Beniculturali

Con la Biblioteca del Monumento Nazionale di Casamari prosegue il racconto delle meraviglie del patrimonio librario italiano condotto dal MIC che ogni settimana accompagna i visitatori in un viaggio virtuale alla scoperta delle 46 biblioteche dello Stato grazie a una serie di reportage promossi sui canali social del Ministero della Cultura guidato da Dario Franceschini.

 Costruita dai monaci Cistercensi nel 1203, l’Abbazia di Casamari è un gioiello gotico immerso nel territorio di Frosinone. Il nome svela le origini antichissime del santuario, sorto sulle rovine di un municipio romano dedicato alla dea Cerere e poi divenuto patria del famoso console romano Caio Mario. Così, la “casa di Mario” è divenuta Casamari e tale è rimasta, anche quando, poco dopo l’anno mille, qui arrivarono e si stabilirono i monaci Benedettini. La loro permanenza durò appena un centinaio di anni, ma già in quel periodo fiorì all’interno dell’Abbazia l’arte amanuense che dotò il monastero dei primi manoscritti, dando vita a una presenza libraria arrivata fino a noi grazie alla Biblioteca Statale del Monumento nazionale di Casamari. Oggi l’Istituto conta circa novantamila volumi di carattere prevalentemente umanistico, tra storia, letteratura, storia del monachesimo e storia dell’arte. “Il fondo antico è formato da ventimila volumi a stampa che vanno dal 1450 fino all’inizio dell’Ottocento, perché il patrimonio dei manoscritti negli anni ha subito una forte dispersione” spiega nel video Padre Alberto Coratti, direttore della Biblioteca.

  A seguito della riforma dell’ordine monastico, nel 1140 i Benedettini furono sostituiti dai monaci Cistercensi, che direttamente da Clairvaux in Borgogna, abbazia francese fondata nel 1115 da Bernardo di Chiaravalle, arrivarono nel monastero in provincia di Frosinone. A loro si deve l’attuale assetto architettonico di Casamari, che i religiosi d’oltralpe costruirono nel 1203, segnando il passaggio dallo stile romanico a quello gotico.

 Divenuta di proprietà del regno d’Italia nel 1873 con la confisca dei beni ecclesiastici, l’anno successivo l’Abbazia fu riconosciuta Monumento nazionale e venne affidata in custodia agli stessi monaci. “La collaborazione tra Stato e comunità monastica ha garantito da allora la conservazione e la gestione dei beni, compresa la Biblioteca- spiega ancora il direttore- che dal 1930 è collocata nella sala duecentesca che originariamente era il refettorio dei conversi. Nel monumentale salone lungo 25 metri, largo 10 e alto 30, viene ospitato il fondo antico, costituito, oltre ai manoscritti rimasti, dai libri a stampa, con esemplari che si attestano ai primissimi anni dopo il 1450 a testi che coprono fino all’Ottocento”.

 Negli anni la Biblioteca si è ampliata e ha inaugurato anche una sala lettura più moderna. È qui che vengono a consultare i testi i tanti studiosi che arrivano a Casamari per la ricchezza delle collezioni librarie. “E’ sicuramente la Biblioteca più importante di questo territorio- dice infine Padre Coratti- ed è punto di riferimento innanzitutto per gli studiosi che vengono a fare le loro ricerche sulla storia locale e sulla storia medievale, ma anche per gli studenti universitari che qui trovano un ambiente accogliente per la preparazione dei loro esami”.

 Il documentario sulla Biblioteca del Monumento Nazionale di Casamari, a Frosinone, fa parte della serie di reportage promossi dal Ministero della Cultura e disponibili sui canali social istituzionali e sul profilo Instagram @bibliotecheditalia https://www.instagram.com/p/Cf_RFvcN6EQ/

 Il prossimo appuntamento con una nuova biblioteca sarà giovedì 21 luglio 2022.  Manoscritti antichissimi, minuziose mappe geografiche, edizioni rare e preziose. E poi spartiti musicali, raccolte di incisioni, stampe e incunaboli. Ma anche gli oggetti amati dagli scrittori contemporanei, i quaderni, le lettere private e le dediche. Realizzato con l’agenzia di stampa DIRE, il progetto è un viaggio alla scoperta dei 46 Istituti statali italiani, scrigni di bellezza e custodi di un patrimonio documentario che ammonta a circa 40 milioni di esemplari: https://cultura.gov.it/bibliotecheditalia

(fonte: © MIC)

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