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#QUADRIDAMARCIAPIEDE II edizione: dalla “vetrina” alla mostra con le opere di 10 artisti italiani figurativi

#quadridamarciapiede

#quadridamarciapiede

#QUADRIDAMARCIAPIEDE II EDIZIONE

Il progetto nato da un’idea di Olimpia Rospigliosi vede raccolti sotto la curatela di Bohdan Stupak, 10 artisti italiani figurativi (SAMANTHA TORRISI, GIUSEPPE SCIORTINO – MAURIZIO L’ALTRELLA – RICCARDO PATERNO’ CASTELLO – CARLO ALBERTO RASTRELLI – DARIO NANI’ – LORENZO TONDA – LEO RAGNO – GIUSEPPE VASSALLO – GIANMARCO CAPRARO )

Hanno brillato i riflettori sulla vetrina di Via Gorani 8a, con la seconda edizione di #quadridamarciapiede che ci ha presentato un’accurata selezione di giovani pittori figurativi italiani: 10 artisti ogni 11 giorni. Conclusasi ora questa vetrina dedicata all’arte ci diamo appuntamento il 5 luglio con l’opening della mostra che avrà luogo in piazza Borromeo 10, visitabile su appuntamento, dal 6 al 19 luglio. Il progetto #quadridamarciapiede prende forma con la prima edizione nell’autunno del 2020 durante uno dei periodi di chiusura, come chiaro segnale per attirare l’attenzione di menti desiderose di stimoli artistici. Il progetto #quadridamarciapiede nasce e prende forma nell’autunno del 2020, con la sua prima edizione, durante uno dei periodi di chiusura, per continuare a raccontare l’arte attraverso l’esposizione di opere d’arte in un momento in cui eravamo privati e lontani da ogni bellezza. Visto il successo ottenuto, per questo 2022 #quadridamarciapiede ripropone il suo format con una seconda edizione – che ha visto susseguirsi da marzo a giugno, le opere di 10 pittori e pittrici.  

“Una vetrina dedicata all’arte ha generato la possibilità agli artisti di continuare a mostrare il proprio lavoro, e al pubblico di godere di nuove scoperte, con il principio di “opera che cerca lo spettatore e non viceversa”. Pittori giovani, con caratteri e idee diverse ai quali è stato lasciato libero arbitrio nella scelta del tema, con una ricerca sviluppata principalmente sul talento, che non vuole imporre un filone unico, ma che cerca di mostrare il ritorno al figurativo”.

Ucraina e patrimonio artistico
Ritratto Bohdan Stupak -courtesy Bohdan Stupak

Who’s who: Bohdan Stupak

Bohdan Stupak è nato a Stryï, piccola cittadina Ucraina a pochi passi dai Carpazi, ma è cresciuto nella colorata e dotta Bologna dove finiti gli studi superiori si sposta in una città più adatta alle sue esigenze, Milano. Nella città meneghina consegue la laurea in Beni Culturali con il relatore Paolo Rusconi presso l’università Statale di Milano. Diverse le collaborazioni con il critico d’arte Marco Vallora:
“Pittori/Poeti/Pittori”, mostra tra arte e poesia, Palazzo Banca d’Alba/Fondazione Bottari Lattes.
Dal Nulla al Sogno – Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen, alla Fondazione Ferrero di Alba.
Ha scritto per la mostra Italianissima, capolavori dal Museo del Novecento di Firenze esposti al MuSa, Museo di Salò, per la casa editrice Contemplazioni. Ha scritto per il bimensile ZERO Milano, e continua con una rubrica sulla storia di Bologna per il giornale AVANTI.
Cura le mostre nello spazio espositivo di Olimpia Rospigliosi, ufficio pubbliche relazioni & comunicazione con sede a Milano, dove sviluppa progetti inerenti al mondo dell’arte. Per approfondimenti vi rimandiamo alla nostra intervista che trovate a questo link.

Ufficio Pubbliche Relazioni & Comunicazione Olimpia Rospigliosi

La vita di Olimpia Rospigliosi è un viaggio. Un itinerario che le ha permesso di esperire tutto quello che, fino ad oggi, ha costruito. Trascorre la sua infanzia a Parigi, dove inizia fin dai suoi primi anni ad entrare in contatto con personaggi del mondo della moda e dell’arte contemporanea.
La moda e l’arte sono le pratiche che l’affascinano di più e con le quali si è da subito confrontata. Ecco perché Milano si rivela essere la città giusta. L’esperienza è fondamentale per affinare le tecniche relative alle strategie di comunicazione per quello che sarà il suo studio di Pubbliche Relazioni, che viene inaugurato dieci anni fa, dopo un’importante esperienza, presso Camera Nazionale della Moda Italiana.
Ed è a seguito quest’ultima esperienza che acquisisce un particolare intuito per la ricerca dei nuovi talenti, sia nella moda, che nel design, ed in parallelo nell’arte, seguendo l’organizzazione di varie mostre, con il curatore Bohdan Stupak. Varie sono le richieste, ed i progetti già under construction.

#QUADRIDAMARCIAPIEDE – Le opere in mostra di Carlo Alberto Rastelli e di Giuseppe Sciortino

Tra le opere in mostra abbiamo selezionato due dei dipinti che saranno esposti per raccontarli ai nostri lettori attraverso le parole del curatore di #QUADRIDAMARCIAPIEDE, Bohdan Stupak.

Colonnello Mustard // di Carlo Alberto Rastelli Tecniche e misure : olio e acrilico su tavola di abete, 60×60 cm.

“Il Colonnello Mustard” raccontato da Bohdan Stupak

L’ultima serie di lavori del giovane artista parmense Carlo Alberto Rastelli è intitolata Woodoo People. Realizzati negli ultimi due anni, questi quadri si concentrano sull’analisi del concetto di temporalità. […] Ritratti di sconosciuti che riaffiorano da vite dimenticate, ma che, tuttavia, come afferma il pittore “ripropongono un’imminente commedia umana di balzachiana memoria”. […] Nell’opera Colonnello, un uomo in abiti militari è seduto nel mezzo di una stanza anonima, alle sue spalle incombe una immagine tetra, violenta, piccoli aeroplani sorvolano un paesaggio cupo invaso da esplosioni, l’artista in questo caso riporta uno scatto risalente alla Prima guerra mondiale, in una sorta di dialogo silenzioso con l’uomo protagonista dell’opera. Ai piedi del militare vi è poi un ulteriore elemento destabilizzante, la sagoma di un cane che appare come l’apertura verso un universo parallelo, una presenza che crea un’ulteriore negazione delle logiche di continuità spazio-temporale.

Un’opera che non può non considerarsi complessa, con la sua ricchezza di sfaccettature, rimandi e contraddizioni che, oltre all’aspetto concettuale, si palesano in caratteristiche come l’alternanza della profondità dell’olio con la concretezza dell’acrilico, o la proposta di uno stile che mischia linguaggi più geometricamente grafici ad altri più morbidamente pittorici, senza dimenticare come la caratterizzazione quasi maniacale del volto si contrapponga alla stilizzazione estrema nella resa degli indumenti o come un ambiente regolare ed asettico sia interrotto e rinnegato da una immagine potentemente evocativa, il tutto tenendo conto di come la scelta di ritrarre un soggetto ormai dimenticato sia risolta proiettandolo verso una vita nuova che si sposta oltre le logiche di passato e presente.

“La correttrice di bozze” raccontata da Bohdan Stupak

La correttrice di bozze :: di Giuseppe Sciortino Tecnica e misure – olio su tavola, 60×40 cm.

“Se dovessimo scegliere una tra le caratteristiche principali del lavoro di Giuseppe Sciortino (Palermo, 1988), quella che forse troveremmo più distintiva sarebbe l’impassibilità. Ciò che salta subito all’occhio nel lavoro del giovane artista siciliano, è infatti come egli sia imperturbabile rispetto alle velleitarie consuetudini della società che lo circonda. Refrattario all’egocentrismo caotico e approssimativo, alla bulimia del consenso facile, all’esibizionismo ridondante e fine a sé stesso, Sciortino è fedele ad un metodo antico, dipinge quadri piccoli, fermi, silenziosi, con una tecnica ammirevole, paziente e minuziosissima, prestando un’attenzione quasi maniacale ai dettagli. I suoi sono quadri che vanno indagati e scoperti lentamente, nei quali l’ego dell’artista sembra voler scomparire in totale favore dell’opera (o bisognerebbe forse dire al manufatto). 

In “La correttrice di bozze” è raffigurata Mara, ex allieva di Sciortino, alla quale l’artista impartisce lezioni di pittura e disegno per più di due anni. Ogni sabato nella casa della ragazza, l’incontro tra i due diventa uno scambio, Mara è una giovane e brillante storica dell’arte, che ha da sempre l’idea di diventare appunto una correttrice di bozze. L’ambiente descritto nel quadro è un interno, essenziale ma incisivo, in questo luogo la figura della ragazza appare colta nella sua staticità, come ci racconta lo stesso artista “Così l’ho ritratta in quanto facente parte integrante del suo ambiente di cui ho fatto parte anche io, Mara è stata concepita quasi come un oggetto tra gli oggetti, una perfetta fusione funzionale e necessaria tra lei e l’ambiente che si è costruita attorno”. Un ritratto atipico, nel quale il soggetto non è il protagonista assoluto, ma piuttosto parte fondamentale di un insieme. Una coerenza di insieme fuori dal tempo, sospesa e immobile, interrotta solo dalla squillante vivacità dello sguardo della correttrice di bozze.”

#quadridamarciapiede

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