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L’Intelligenza Artificiale applicata all’Arte: nuove sfide e nuovi interrogativi

L'Intelligenza Artificiale applicata all'Arte: nuove sfide e nuovi interrogativi

L’Intelligenza Artificiale applicata all’Arte non è alle porte: è già arrivata. Siamo passati dall’impiego delle ICT  (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) all’impiego della AI attraverso la sofisticata Arte dell’algoritmo. Al workshop “EXPLORING ARTIFICIAL INTELLIGENCE IN ART” si indaga ed approfondisce il tema dell’AI nel mondo dell’Arte: abbiamo intervistato due relatori di questo incontro: il dott. Colucci e la dott.ssa Zonchello del CRS4.

Tra Arte e Intelligenza Artificiale

Le nuove frontiere dell’applicazione AI nel mondo dell’Arte ci portano a indagare da un lato la sua possibile – e crescente utilità – dall’altro si apre un dibattito sul ruolo dell’artista al cospetto dei robot, oggi artisti anch’essi. Quando Martin Heidegger scrisse Sull’origine dell’opera d’arte” parlava di processo creativo che andava ad unire terra e sole – tradizione e innovazione. Di certo non immaginava che il “creatore” dell’opera d’arte potesse essere una macchina in grado di elaborare autonomamente dati finalizzati alla creazione. Siamo forse arrivati all’origine dell’opera d’arte 4.0? Sicuramente Si, ed è proprio per questo motivo che si aprono i dibattiti sul peso specifico del fattore umano dinnanzi alla macchina, nella creazione artistica. Per quanto concerne invece l’applicazione di algoritmi e AI nel mondo della fruzione, catalogazione e mercato dell’arte – si parla di strumenti sicuramente di grande utilità. I nuovi algoritmi impiegati nel mondo dell’arte aiutano e sono di gran supporto, ad esempio, nel riconoscimento dei falsi e nella catalogazione di opere

EXPLORING ARTIFICIAL INTELLIGENCE IN ART

Il dibattito, le riflessioni e gli approfondimenti sulle interconnessioni tra l’Arte e l’Intelligenza Artificiale è aperto. Se ne parla all’interessantissimo workshop EXPLORING ARTIFICIAL INTELLIGENCE IN ART – nato dalla collaborazione tra The Net Valuee il CRS4 – il 30 maggio – presso la sede di The Net Value a Cagliari.

I relatori dell’evento sono: Felice Colucci e Nicoletta Zonchello, tecnologo e divulgatrice scientifica del CRS4, il Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna e Andrea Concas, fondatore e CEO della startup dell’arte Art Backers e di Art Rights, piattaforma per la gestione e certificazione delle opere d’arte con tecnologia Blockchain, per la tutela di artisti, collezionisti, gallerie d’arte, musei, archivi d’arte.


Abbiamo intervistato la dott.ssa Nicoletta Zonchello e il dott. Felice Colucci, e gli abbiamo posto alcune domande per approfondire l’interessante tema dell’Intelligenza Artificiale applicata all’Arte.

Ad oggi l’AI viene applicata all’arte in due modi principali; uno potremmo chiamarlo di servizio o di utilità, cioè l’IA viene utilizzata per creare dei servizi per favorire la diffusione o migliorare la fruizione dell’arte, mentre l’altro è più orientato alla produzione di opere artistiche create da un’intelligenza artificiale che lavora da sola o collabora con un artista umano. Nella prima categoria rientrano servizi quali la catalogazione delle opere, la creazione di strumenti basati sulla realtà aumentata o virtuale per facilitare la fruizione o la vendita di opere d’arte, quindi è soprattutto un attività di supporto. La seconda invece mira ad ottenere qualche cosa che fino a pochi anni fa era impossibile ipotizzare, una macchina che produce arte, che oggi sembra invece un risultato che verrà certamente raggiunto in un prossimo futuro.

L’aspetto che andrebbe sottolineato è il valore della co creazione. Un processo in cui artista e algoritmo collaborano in un processo creativo comune. È il caso di iniziare a interrogarsi su quali saranno gli sviluppi nel concetto di creatività umana. La creatività computazionale va vista come una estensione o promanazione  di quella umana? O c’è un momento, quello per esempio dell’alea o dell’errore in cui un’AI dichiara la sua determinazione artistica? Sono questi aspetti interessanti su cui interrogarsi, insieme agli aspetti etici, per una disamina della mutazione antropologica in atto. 

E’ un esperimento interessante, perché da un lato mostra l’interesse che già esiste per la produzione di opere d’arte create da un’intelligenza artificiale, dall’altro lato mostra la capacità di questi sistemi di creare, di essere creativi; per creare quel ritratto sono state utilizzate delle reti CAN (Creative Adversarial Network) ed una grande quantità di dati, cioè di immagini. Il primo passo è stato quello di insegnare alla rete artificiale a “guardare” e “comprendere” le opere d’arte che via via gli venivano mostrate e soltanto dopo questo studio il sistema artificiale era pronto per creare qualche cosa di nuovo e per giudicare quanto creato. Credo sia un aspetto interessante il fatto che la rete impari osservando il lavoro artistico di artisti in carne ed ossa, e che giudichi ciò che crea, e quando l’opera creata non rispetta i criteri che la rete ha compreso mentre “studiava” la butta via, questo significa che il sistema artificiale sbaglia, non è una specie di calcolatrice che fa di conto sempre correttamente; forse proprio nella capacità di errore si annidano degli elementi creativi, se la rete producesse sempre dei risultati corretti forse sarebbe sempre scontati e poco interessanti. Quindi un esperimento interessante, ma a cui forse va riconosciuto un limite: si riproduce a livello artificiale un processo che molto assomiglia al processo di creazione valido per l’uomo: forse andrebbero esplorati nuovi territori.

Per il futuro prossimo la strada è tracciata, ad esempio in ambito museale si registra una forte spinta all’innovazione con l’introduzione di visioni aumentate, guide intelligenti, realtà virtuali, ologrammi, mixed reality e simili; l’obiettivo è quello di rendere il visitatore protagonista, di offrirgli la possibilità di scegliere e di interagire con le opere d’arte. Tutte applicazioni che sfruttano la capacità dell’intelligenza artificiale di adeguare il tipo di narrazione delle opere d’arte al modo di interagire del singolo utente, è questo l’elemento che immagino comune alle applicazioni future per la fruizione dell’arte, creare un’esperienza unica, immersiva e personale, per raggiungere questi scopi l’IA assume un ruolo centrale e fondamentale.

Due cose vengono in mente: in tema di fruizione, la possibilità di offrire un’esperienza personalizzata e coinvolgente potrà avvicinare anche quelle persone che oggi non entrano in un museo o non vanno a vedere una mostra, o se lo fanno non trovano un pieno godimento dall’esperienza che vivono, dall’altro i temi connessi alla creazione artistica artificiale diventeranno sempre più urgenti al crescere della capacità di questi sistemi di mostrare un lato creativo. Quindi direi che il un futuro prossimo porterà domande e una nuova estetica, che non potrà non tenere conto delle implicazioni sociali, antropologiche, etiche, che inevitabilmente lo sviluppo di questi sistemi avranno: come reagiremo quando molte delle capacità che pensavamo fossero soltanto appannaggio dell’uomo saranno anche proprie di un sistema artificiale? lo sviluppo di questi sistemi ci costringerà ad interrogarci su che cosa sia l’intelligenza, la creatività loro e nostra; credo che il futuro prossimo porterà soprattutto l’opportunità di una nuova visione che indirizzi lo sviluppo di sistemi artificiali intelligenti in una direzione speriamo lontana da quelle visioni distopiche che vanno molto di moda.

Al CRS4 si sviluppano progetti di ricerca legati alla computer vision, la speaker recognition e l’Intelligenza Artificiale, tutti progetti volti alla risoluzione di problemi complessi legati al mondo produttivo e industriale. La sfida che abbiamo colto è quella di volgere lo sguardo verso il mondo creativo, che ha iniziato a utilizzare queste risorse in modo interessante, per creare un gruppo d’interesse altamente specializzato, fatto da creativi, ricercatori, tecnologi, umanisti, che possano trovare nel nostro centro di ricerca un punto di riferimento competente e, al contempo, contribuire al dialogo tra arte, tecnologia e scienza oltre a proporre e sviluppare forme di co – generazione artista/AI. A tal fine è stata pensata la Scientific School Eia, Exploring Artificial Intelligence in Art, organizzata dal CRS4 e finanziata da Sardegna Ricerche, che si terrà al Parco tecnologico della Sardegna dal 15 al 19 luglio 2019. Durante la scuola verranno esplorate problematiche incentrate sull’analisi e la sperimentazione di algoritmi e procedure per la generazione di contenuti artistici coinvolgendo ricercatori impegnati nella definizione di modelli generativi (GAN, RL ecc.) e creativi che si misurano con sistemi e tecniche legate all’AI o che abbiano utilizzato nuove tecnologie per le arti visuali, musica elettronica, installazioni interattive ecc. 


La summer school “Scientific School Eia, Exploring Artificial Intelligence in Art” si terrà a luglio, al Parco tecnologico della Sardegna. Per maggiori informazioni:  www.thedigitalhumanism.com

Qui di seguito riportiamo le biografie della dott.ssa Nicoletta Zonchello e del dott. Felice Colucci, ringraziandoli per la loro disponibilità.

Nicoletta Zonchello CRS4

Laurea con lode in Studi umanistici presso l’Università di Cagliari, 1998 e un Master in Informatica e Management (CIFRA, Università di Cagliari, 2001). Dal 2002 si occupa di divulgazione scientifica presso il CRS4 (Centro di Ricerca Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna). Dal 2006 sino al 2016 ha coordinato il settore Comunicazione della Scienza del Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna e ha contribuito alla progettazione e realizzazione del 10Lab, il centro per la diffusione della cultura scientifica di Sardegna Ricerche. Ha insegnato per conto dell’Università di Cagliari e del Master in Comunicazione della Scienza. Alcuni dei suoi progetti sono stati pubblicati dal Congresso Nazionale di Scienza della Comunicazione. In ottica lifelong learning, è attualmente iscritta al corso di Laurea magistrale in Scienze della Produzione Multimediale dell’Università degli Studi di Cagliari. Interessi principali: divulgazione scientifica per le Scuole e verso il vasto pubblico, organizzazione di festival della scienza ed eventi culturali, arti multimediali digitali.

Felice Colucci CRS4

Laureato in Ingegneria Elettronica nel 2000 presso l’Università degli Studi di Cagliari, ha conseguito un Master di II livello nel 2008 in Comunicazione Multimediale Strategica. Lavora dal 2001 presso il CRS4, attualmente è senior technologist presso il gruppo CTIM del settore ICT del CRS4. Attualmente è impegnato soprattutto sui temi dell’Intelligenza Artificiale, applicati agli item multimediali al fine di estrarre informazioni di alto livello, sia al fine di generare nuove istanze o oggetti digitali. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici e paper in atti di conferenze internazionali di tipo peer reviewed. E’ molto attivo nella divulgazione dei temi legati all’Intelligenza Artificiale e ad i temi legati alla sua attività di ricerca informatica (IOT e computer vision soprattutto).Nel 2015 ha fondato una compagnia teatrale con la quale conduce sperimentazioni in campo artistico delle tecnologie informatiche e svolgendo attività di comunicazione di tali tecnologie.

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